la volubilità umana (parte prima?)
martedì 27 febbraio 2007Il titolo è provocatorio. E’ che secondo me “L’essere umano è così volubile…“. Cito le parole di una persona con cui anni fa (anni!!!) mi era capitato di chattare su IRC prima che diventasse quel che è ora (e sì, sono molto polemico).Parte prima con l’interrogativo, perché sicuramente sono tante le dimensioni in cui si manifesta, ma una di queste è il ricordo del passato.”Ah…tempo fa avevo questo…quest’altro…vivevo questa situazione bella…e ora non più”.
Sembra di vederci impuntare i piedi come bambini viziati…
Il passo che spesso ci rifiutiamo di compiere è proprio quello: la comprensione del “non più” (ammesso che di un “non più” si tratti).
Ora, sicuramente è una cosa triste, e la nostalgia…la rabbia…tanti sentimenti contrastanti ci attanagliano, ma qualche giorno fa delle parole semplici semplici mi sono venute come risposta dal cuore: “…ma l’ho vissuto, e di questo nessuno potrà privarmi”. Può sembrare semplicistico…ma ci avete mai pensato?
Certo, non ripaga della perdita subita, ma forse il problema è proprio quello: non si tratta di recuperare qualcosa/qualcuno che si è perso, ma di far fruttare quanto vissuto per continuare a costruirsi.
Ho fatto un viaggio, una volta, in compagnia di un angelo, siamo volati lontano. Ora quell’angelo non c’è più. Mi sono arrovellato, mi è scoppiato il fegato a volte (quasi letteralmente), ma in questo modo mi sono privato di una cosa meravigliosa: quel viaggio l’ho fatto, e quei ricordi, quelle immagini, possono ancora “deformare” la mia bocca in un sorriso, che può essere l’inizio di una giornata diversa ,vissuta anche nel ricordo, ma proiettata nel leggere cosa ci passa il menu, e nel valutare se è il caso di fare spesa e cucinare da soli, magari anche per qualcun altro.
Questo post sicuramente vi sembrerà oscuro, chi mi conosce bene leggerà mooooooolto tra le righe, ma non è questo il problema. Solo noi possiamo decidere cosa filtrare del passato, cosa mettere in una bisaccia troppo piccola per contenere tutto ma necessaria per il viaggio che facciamo.
Per il resto…tutto ha il suo tempo. Un mio amico nordafricano (ah…la fraterna saggezza islamica…) mi ha pacatamente detto “Giovanni…non preoccuparti…tutto arriva ad un punto. Le persone sanno cosa vogliono, e prima o poi devono fare i conti con i desideri del proprio cuore. Se qualcosa ti aspetta…arriverà , non impazzire. Se non arriverà …sarà per far posto ad altro“. Certo, è anche questione di fede, ma diciamocelo: chi in Dio, chi in sé stessi, nel Caos, nel denaro o in una persona amata…tutti ne abbiamo, il problema è fare la scelta giusta!
Un ABBRACCIO a tutti! (<– il link non è casuale…dateci un’occhiata, vi farà bene. Ne parlerò sicuramente in seguito…).
Carissimi e carissime, oggi voglio segnalarvi un’iniziativa di cui sono venuto a conoscenza lo scorso anno (cui ho partecipato).