Ricordo il giorno in cui capii per la prima volta, a livello embrionale, cosa significasse un cambio di prospettiva.
La giornata era a dir poco splendida, per tanti motivi: sole, cielo azzurro primaverile, profumi, un castello diroccato sul cocuzzolo di un monte e, soprattutto, 2 persone fantastiche.
Eravamo entrati nel cortile interno del castello (o meglio in quello che ne rimane), ed eravamo soli.
Abbiamo fatto una ricognizione divertente tra scherzi…battute…fotografie.
Ad un certo punto ho sentito una voglia immensa di stendermi sull’erba incolta che copriva il pavimento del cortile: l’ho fatto.
Le altre 2 persone speciali (angeli?) ancora girovagavano nel castello.
All’inizio ho avuto un po’ una regressione
Ricordate i cartoni tipo Remi o Belle e Sebastienne?Quando il bambino di turno si stendeva sull’erba con un pagliericcio in bocca, sorridente, con la testa sulle braccia incrociate a mo’ di cuscino (forse lo faceva anche Heidi…ma questa è un’altra storia)…beh, inevitabile, ho cominciato a sorridere sotto quel cielo splendido.
E’ stato poco dopo che è iniziata la magia.
Il cielo, immenso, azzurro, con le sue nuvole bianche maestose, lente, inesorabili, materne che facevano a turno per guardarmi lì disteso.
Mi sono sentito dapprima avvolto…sì…ma da cosa?Dalle nuvole?Dal cielo?No, dal silenzio.
Un silenzio come non l’ho forse mai percepito, un silenzio fatto di vento, di colori tenui e corposi allo stesso tempo, delle voci dei due angeli in lontananza…e quel silenzio è stato l’anticamera del cambiamento di prospettiva.
Non so come possa essere successo, si può parlare tanto di poesia quanto di amore quanto ancora di abbondante afflusso di sangue al cervello, fatto sta che io in quel momento non ero più disteso a terra a guardare il cielo: ero appoggiato al mondo.
Sì, il mondo mi faceva da sostegno mentre guardavo il cielo davanti a me.
Non si tratta di futili sottigliezze…in quel momento alcuni dei cardini della vita (sopra, sotto, davanti, cielo, terra…grandezze…) si sono rimescolate, e io mi sono ritrovato a sentirmi una parte del tutto, in modo del tutto paritario: minuscolo e degno dell’immensità che guardavo.
Sono rimasto dapprima senza fiato, forse impaurito, ma poi mi sono accorto che quella “rivoluzione” mi stava svelando bellezze fino a quel momento nascoste, o meglio che non potevo vedere. Vedevo sempre lo stesso cielo, la terra era sempre quella…eppure nulla era più come prima. Ho pensato a quante altre bellezze avrei potuto ammirare se solo avessi “osato” stravolgere e rimescolare le mie carte…
Mi rialzo.
Sorridente raggiungo i due angeli che si accorgono di qualcosa e racconto loro tutto.
Sapete che fanno?Mi sorridono, dicono “che bello…” eppure ho sempre avuto la sensazione che mi guardassero come per dirmi “Hai visto?Finalmente l’hai capito anche tu”.
Quel giorno abbiamo parlato di tante cose…e uno degli angeli mi ha parlato dell’idea secondo cui…come la vedi la vedi…la materia non esiste, esiste solo energia…energia, sì…che altri chiamano dalla notte dei tempi amore…
La giornata si è conclusa con un pezzo di pizza preso in città, al ritorno, e un bel po’ di carica per ricominciare la settimana che sarebbe iniziata il giorno dopo.
Posso dirlo: alcune cose non sono più state come in precedenza, di lì in poi.
Ho avuto (ed ho tuttora) momenti in cui rimescolo (per forza o per buona voglia) le mie carte, e succedono cose…mi allontano…mi riavvicino…si allontanano gli angeli (che però continuano ad essere presenti in un modo o nell’altro, dopotutto sono angeli)…ma mi ritrovo sempre ad assaporare cose nuove, e lo stantìo mi risulta sempre più estraneo.
Oggi per allora, posso dire: che vita…
Spesso mi sono sentito come se un battista m’avesse versato un po’ d’acqua e m’avesse aiutato a capire, in un modo o nell’altro, qual’è la mia via per essere salvato con dignità e umanità di fronte all’inferno della perversione spirituale di molte, troppe, indifese creature umane. Una umile salvezza terrena ma per me sacra. Grazie al battista e alla sua acqua delle 6 di mattina.
Aò qua tra angeli e batttisti ci mancano solo i cattolici
Andrò in Cielo!
Ma non so dirvi quando,
non chiedetemi come
sono troppo stupita
per pensare a rispondervi!
Andrò in Cielo!
Come suona imoprobabile!
Pure avverrà sicuramente
come le greggi tornano la notte
fra le braccia al pastore!
Forse andate anche voi!
Chi sa?
Se arriverete prima,
riservatemi un posto
accanto ai due che ho perduto!
Mi andrà bene la veste più modesta,
basta un briciolo solo di corona;
voi sapete che non si bada agli abiti
quando si torna a casa.
Sono contenta di non crederci
perchè mi mozzerebbe ora il respiro;
ed io vorrei guardare ancora un po’
questa terra curiosa!
Son contenta che invece lo credessero
quelli che non ho più trovato
dopo il solenne pomeriggio d’autunno
nel quale li ho lasciati sottoterra.
Emily Dickinson
Avrei voluta scriverla io, però ch c uò fà? chess è.
Ciao Giovanbattista Canzio di Gerusalemme
Gio, ho letto il tuo post mentre ascoltavo “Appena un po’” della PFM…che dire? Tra poco tornerò a studiare, e credo che le tue parole continueranno a ronzarmi nella mente. Mi fa piacere che tutto quello che è stantio si stia progressivamente allontanando da te, perché ad essere sincera non penso che faccia bene addossarsi certi pensieri. Sono stretti come un vestito che fa difetto. Quando è così è meglio cambiare direttamente modello. E tu sei sulla buona strada, o almeno questo è quello che mi sembra di notare. Persevera Gio, ma non lasciarti sopraffare da nessuno, in particolare da chi non ne ha alcun diritto.
Ti voglio bene,
la sorellina svitata
E’utile e buono aver fatto simili esperienze, ne sono contento per te.
Leggerle in una pagina aperta a tutti non mi piace.
Se fossero cose mie le sentirei svilire, condivise in eccesso, come l’ennesima chiacchiera new age.
Magari è invidia, no?
No, ho avuto simili vissuti e ho un concetto di intimità che li investe e li riveste, proteggendoli.
Che altro dirti?
Il mio lato oscuro è libero, mi sono chiamato Daimon, non è un caso.
Al cielo azzurro con nuvolette preferisco l’atlantico infuriato e le scogliere di Inish Mòr.
Belle e Sebastien lo odiavo; per giunta a mio fratello piccolo piaceva e non avevo ancora il computer…
Comunque, molto buono per te.
Per angelo.
Il tuo è stato il primo messaggio che ho letto stamattina: mi ha scosso.
Una scossa dolce, amabile, misteriosa.
Battesimo: patto, purificazione, passaggio…
Quanti battesimi ci ritroviamo ad avere ogni giorno?
Sembra che tu abbia vissuto proprio questo, e credimi, rendersene conto è una gran cosa.
Anche io ne ho vissuti tanti, e ancora ne vivo.
Sono prese di coscienza, una palpebra che si apre un millimetro di più, facendo entrare più luce, distinguendo forme e colori.
A volte la luce sono persone, a volte pensieri, a volte tutto, a volte noi stessi, ma sempre proveniente dall’alto.
Hai parlato di dignità: hai detto bene, quanta cura le si dovrebbe riservare, giorno per giorno…
Non ho riconosciuto una persona specifica nel tuo messaggio, o forse sì…ma non hai voluto dire di più, va bene così.
Spero di leggerti ancora, anzi ne sono quasi certo.
God bless you, come ha fatto alle 6 di mattina…
“…non si bada agli abiti, quando si torna a casa”, vero, perché ci si riveste dell’amore dei cari.
Gilbo, come sempre sei grande.
Questo blog sta avendo una bella risonanza, sento che si sta formando un bel luogo, un bel corpo…nasce qualcosa, e tu già ne fai parte.
Grazie.
Quando tornerò a casa, mi rivestirò della gioia di rivederci, suonare, parlare, ma credimi, a volte bastano piccole cose, come la poesia che hai regalato a questo luogo che nasce, per farmi sentire a “Casa”.
Rock ‘n Roll!!!
Sorellina svitata…sei speciale.
Ti chiedo solo una cosa…se trovo un cacciavite adatto…mi sviti???
Un abbraccio immenso.
Ti voglio bene anche io!!!
Grazie Patrizio, soprattutto per la tua schiettezza.
Anche io amo la mia intimità…e allo stesso tempo sento che condividere certe cose (alcune) sia fondamentale…
Il fatto che mi abbia risposto, con una molto apprezzata critica, mi fa capire che non sbaglio poi così tanto.
Buona giornata Daimon (ottima scelta).
L’ Epiphany…come la chiamava JOYCE..l’evento ,magari insignificante per altri ,che ti scuote dentro e non ti fa più essere lo stesso. Spesso le grandi svolte e i cambiamenti più radicali scaturiscono proprio da eventi impercettibili ad occhio estraneo..la tua epiphany è stata davvero “cinematografica”;)
Quante Epiphany…tremerò se un giorno non dovessi più averne!