Questo video mi ha commosso.
Tra un sorriso, una vera risata, tenerezza e tristezza…l’enorme forza di volontà di questo personaggio mi ha fatto molto riflettere su me stesso.
Beh sì, perché anche io ad un certo punto non mi sono più accontentato di “somigliare” a qualcosa che potesse volare, e visto che di correnti che mi portassero in alto non ce n’erano…ho deciso di prendere il mondo e ribaltarlo, così che, se proprio devo cadere…voglio farlo volando a tutti gli effetti.
Come gli alberi nascono dalla terra e ti aspetti di trovarli lì, in un terreno più o meno pianeggiante, che si sviluppano verso l’alto…così erano mie radici che ho preso e stravolto, quasi capovolto, perché per quanto care, per quanto forti e robuste…beh, mi tenevano ancorato a terra.
Li ho estirpati, ho raccolto i miei chiodi e li ho fissati dove e come volevo.
Non vedevo il fondo, non vedevo il pericolo, né il dolore, ma sapevo che l’avrei incontrato, e che anche lui mi avrebbe insegnato molto.
Così ho spiccato un salto, che per me è un volo, ed ora plano (non cado) con gli alberi da schivare, l’aria gelida che scalda i miei occhi fino a farli lacrimare, guardo la mia vita, quello che è stata, pensando a come sarà, a come voglio che sia.
Volo, e piano piano le ali mi spuntano, e le agito, sono piccole, deboli, ma il vento le tonifica, lo sforzo le fa sviluppare.
Sono felice, incosciente, e mescolo tristezze passate a gioie presenti e paure future nelle lacrime che continuano a uscirmi dagli occhi…
Amici e amiche mie, sto volando!
Non vedo ancora il fondo, non so se volando così riuscirò ad imparare a volare in modo da non cadere a terra e farmi male (ma mai in modo irreparabile, fidatevi). Intanto agito le mie ali, che piano piano diventano più grandi e si riempiono di piume.
Forse, arrivato in fondo, planerò, il mio petto sfiorerà l’erba bagnata e prenderò il volo vero: allora tornerò indietro, prenderò un albero, lo riporterò a terra e lì costruirò il mio nido, tenendolo caldo nel frattempo…
Se nessun albero avrà retto con i miei chiodi…a terra ne troverò altri, o ne pianterò io stesso.
Se invece cadrò…
…mi curerò le ferite, e imparerò a correre.
Grazie a tutti voi che siete sempre qui, che mi scrivete, mi fate sentire meravigliosamente circondato.
Grazie proprio a tutti, anche a chi (in ultimo ma non per ultimo) so che viene, legge, forse si commuove, ma non ha ancora il coraggio di scrivermi…non voglio perderti, anche se sto volando in verticale ed il rischio c’è…
Grazie a Dio, che non mi ha mai abbandonato, e comunque mi concede il dono di dire ancora “…che vita!“.
Il tuo cuore è un gabbiano che vola libero nei cieli della vita. Lascialo andare senza paura, ti saprà condurre alla felicità!!!!
Grazie a te che ci regali questi attimi che fanno sognare. Un abbraccio fortissimo.
Un abbraccio immenso a te Ester, di cuore!
Gio
Ha dato la vita per realizzare il suo sogno, senza un solo rimpianto.
Come ’300′ di Frank Miller per me e per quelli come me.
Stesso messaggio.
In versione delicata.
Fvatellone cavo..avevo tvovato anche io qeusto video…lo avei postato anche io tva qualche givno..bvutto copioneeeee mi hai vubato l’idea…ova savai punito pev questo..;-)
E’ un poeriodo che si ripropone il “tarlo” che sembra suggerirmi che non solo io non sia in grado di volare, ma neanche di strisciare al suolo. E’ un nemico che conosco da molto tempo ma che sto imparando a combattere.
Forse il segreto è proprio quello di sovvertire le regole per poter fare del quotidiano precipitare negli abissi del pessimismo un librarsi nei cieli delle proprie aspirazioni.
Magari non è neanche così, ma pensarla in questo modo forse aiuta di più
A presto, Giovanni
(com’è andata la passeggiata al Pincio?)
Ciao Michele!
Che bello rivederti da queste parti…
E’ proprio così: non si tratta di vedere il classico bicchiere mezzo vuoto/pieno, ma di sovvertire nel senso di ricreare da capo il nostro mondo.
Dopotutto lo creiamo ogni giorno, senza rendercene conto…o magari altri lo creano e lo cambiano e lo stravolgono in continuazione al posto nostro…
La passeggiata al Pincio è andata molto bene
A presto!
Sovellina che ti devo dire…è stata una telepatia anticipatrice cattivella!
Un abbraccione!
Già, Patrizio…quanti hanno il coraggio di dire “I have a dream” e di seguirlo a tutti i costi?
Sono contento che sei tornato a visitare questo posticino…
Un saluto!
Gio
Un abbraccio!!! Dolce Giò
Ma un abbraccio a te dolcissima Ester!!!
“E questo è tutto?” (io davanti alla terrazza neoclassica del Pincio).
Ah!Le monde: Gio vorrei essere come te, ma non colgo l’ispirazione.
Ti voglio proprio bene
“COME QUESTO E’ TUTTO???” (io davanti alla terrazza del Pincio che ora non mi piace più…).
Ah!La vie: piccola, ti conosco dal primo giorno in cui hai visto la luce, tu non ricordi, ma io ricordo benissimo…credimi, vorrei essere io come te!
Ti voglio un bene immenso.
Dio ti benedica!
Uh, allora era Lui ieri sera