Sogni

piccolo principe
Un altro giorno piano piano si assopisce, ed altri pensieri danzano sui tasti…
Quanto ho vissuto oggi!Ho avuto parole, tante, bellissime, da persone lontane, ho avuto parole da chi conosco da sempre che mi hanno aperto gli occhi un po’ di più…ho avuto musica, tanta, ed ho avuto un ricordo.

Sono stato al cinema, il film stavolta era “L’arte del sogno“. Il protagonista è un sognatore, al limite della patologia, che non riesce a tratti a distinguere la realtà del mondo da quella della propria mente…molto, molto dolce.

Una scena mi ha evocato una considerazione che ho fatto diverso tempo fa.
Ebbene..ricordo esattamente il momento in cui ho smesso di essere un bambino.

Tutto sta in un sogno che facevo probabilmente ogni notte, e che poi, d’un tratto, non sono più riuscito a fare…beh, sognavo di volare.
Nei miei sogni mi bastava guardare il cielo e ne ero già abbracciato, mi libravo, leggero, guardavo i miei amati e morbidi monti, i miei “dinosauri”…volavo, volavo, non facevo altro.

Una notte…ho guardato il cielo, ma lui è rimasto lì, lontano.
Così ho pensato che per volare avrei dovuto saltare con quanta forza avevo in corpo.
Mi sono piegato sulle ginocchia, ho chiuso gli occhi, trattenuto il respiro, fatto leva sulle gambe, sulla voglia di volare…salto…ma il mio peso mi riporta inesorabilmente verso terra, e durante la caduta il tempo si dilata, e cado lentamente, implacabilmente… mi sveglio.

Da allora non sono più riuscito a volare.

Sono passati tanti anni, ed ora che mi avvicino ai 29…ripenso con un tenero sorriso a quell’angelo con il mio nome.
Non volavo più perché crescevo…ma in seguito avrei smesso di volare con la fantasia, con i sentimenti…con l’anima…quello sì, è stato un grande peccato…
Ora non volo nei sogni, ma ricomincio piano piano a volare con il cuore, che mi porta in luoghi prima sconosciuti, mi propone parti di vita che avevano del divino, mi impone dolcemente gratitudine per quanto avuto…

Il mio cuore ha ricominciato a volare, ed ora posso viverlo a pieno…
Forse, un giorno, tornerò a volare nei miei sogni, i miei dinosauri torneranno a sorridermi, ed io scenderò per far volare con me ogni giorno della mia vita, ogni persona che ho amato e dalla quale ho avuto amore, e insieme punteremo in alto…molto in alto…

Auguro a tutti una dolce notte.
Gio

Donne

Una giornata frenetica…al lavoro voci che piovevano come razzi dal cielo…poco tempo, troppo poco, per pensare, per “sentire”…ma ce l’ho fatta.
“Ho un appuntamento, devo essere dall’altra parte di Roma tra un’ora…e questo autobus che non arriva!Mi serve un mezzo…qualcosa…” e intanto camminiamo, io e i miei piedi.
L’odore della metro, le solite facce indifferenti “ma come fanno tante persone a costringersi alla solitudine anche quando sono in mezzo a tante altre?Non lo capirò mai….
Permessoscusi…va beh…un posto…forse…ok, ce l’ho fatta.
Tardi…tardi…”

Ad un tratto sento la spalla sinistra che trema.
Non l’avevo notata, una ragazza, di fianco a me, legge un libro…e ride!
Secondo me sta per esplodere…cerca di trattenersi, si copre la bocca, gli occhi…tenere lo sguardo basso…
Ecco, è contagioso…comincio a ridere anche io!

Non ci scambiamo una sola parola, non voglio assolutamente rompere questo circolo virtuoso!

Che tenerezza…che stridore con l’ambiente metropolitano, che adorabile folle!Ecco perché la follia muove la vita…perché ce la ricorda!
Ride lei, ride, e io con lei, sommesso, non oso guardare altrove se non il piede della persona seduta di fronte a me.

Entra un uomo, enorme, imponente, sembra scontroso…oddio…se mi vede magari pensa che ce l’ho con lui…
Situazione vagamente pericolosa, ma la cosa mi diverte ancora di più!
L’uomo è di fronte a me e alla ragazza.
Freddo, massiccio…poi si siede, e dai suoi occhi arriva una lucina…ma anche dalla sua bocca, che si piega in un sorriso!
E’ anche lui ipnotizzato dalla ragazza che ride sommessamente con tutta sé stessa…
Ho la malaugurata idea di leggere un rigo del libro: Dio mio…come farà a trattenersi!!!

Arriva la mia fermata, anzi la nostra, mia e dell’omone.
Scendiamo, e lui, salito come un gigante, scende come un bambino: girato l’angolo della porta si riaffaccia dall’esterno del finestrino, e con una mano diventata piccina piccina saluta la ragazza che, finito di leggere il libro, ci guarda con un adorabile imbarazzo pieno di gioia, di vita, quasi lacrima!

Esco dalla metro con un sorriso, mentre vedo un ambulante che regala un mazzetto di mimosa ad una ragazza che ricambia con uno dei più gioiosi grazie che abbia mai sentito…

A tutte le donne che sanno ridere, a tutte quelle che ancora non ci riescono, a quelle che trasformano i giganti in folletti, a quelle che ci ricordano nel ventre della balena che fuori c’è il mare, a quelle che con tanta forza e amore combattono la loro guerra per la vita…a tutte loro…auguri, che la vita vi sorrida!
gio

Buona giornata

Una mattina dal sole freddo ero alla solita fermata, le solite facce conosciute, aspettando l’amico autobus che mi portasse in ufficio.
Tutto scorreva come di norma, non richiedeva la mia benché minima attenzione, e nemmeno mi sognavo di prestargliene.

Mi volto, solita gente sull’isolotto pedonale.Arriva il bus, comincia il fremito di tutte noi formiche, cominciamo a calcolare la posizione per trovarci all’apertura delle porte.

Tanto fermerà di nuovo troppo avanti o troppo indietro…“.

Con istinto strategico mi volto: un viso disteso, nascosto da occhiali da sole, e un corpo con un braccio stranotermina a forma di bastone…prima non c’era…ma come ha fatto?Raggiungere quell’isolotto è per chiunque un’impresa di giorno, figuriamoci al buio

Rimango ipnotizzato, mentre dietro di me sento il rumore del bus che si avvicina.

Quel viso apre la bocca ed emette un suono morbido e deciso:”Che numero è?” “32…” rispondo io, dissimulando tranquillità.

“Ah…perfetto!…”….perfetto…perfetto???

Al buio, solo in una folla che non solo non conosco ma nemmeno posso percepire, in una città che può fare tanto da balena quanto da squalo…io non direi proprio “Perfetto…”…cosa ci sarebbe di perfetto?A dire il vero non uscirei nemmeno, non vorrei sentire nessuno…odier

Mi sveglio con un sussulto dal turbine di pensieri mentre lo vedo salire, con un sorriso delicato e sicuro di sé.
In quella piccola piega delle sue labbra leggo per contrasto la mia grettezza.

All’inizio mi odio (cavolo…eppure conosco quel “male”…), poi ringrazio Dio per avermi fatto conoscere quella parte di me, istintiva, piccola, patetica, fragile…
Ho qualcosa da migliorare, ed è un ottimo inizio.

La giornata non è più indifferente, pur non richiedendomi attenzione glie ne do più che mai.
So che ci si può, anzi ci si deve donare un “perfetto”, sempre.

Salgo sul bus, e anche la mia bocca si prepara ad accogliere un sorriso

Buona giornata.
Gio