
Ennesimo mal di testa.
Il ricordo del primo si perde nei primissimi ricordi d’infanzia, ormai è diventato…non un amico, ma un conoscente con cui scendo a compromessi, a volte…
Il problema è che il mal di testa mi impone ogni volta di vedere nero nella mia vita, anche se fuori mantengo le solite sembianze ed espressioni…tutto sembra ok, al massimo mi dicono “Ti fa male di nuovo, eh?Dai…su…cerca però di non imbottirti di medicine…sai che ti fanno male”.
Mi fanno male sì, ma quando ti ci svegli, per di più dopo essere andato a dormire con quel fastidio al lato sinistro che al mattino si è trasformato in uno spuntone cui non basta di essere entrato ma deve anche esplorarti il cervello (come se non lo conoscesse già abbastanza…)…una, due pasticche le prendi e come, e ti incavoli quando ti rendi conto che per quante ne hai prese negli anni cominciano a farti sempre meno effetto.
Così è stato anche oggi. Colazione con una banana (accidenti allo stomaco e al fegato) e Ketodol.
Eppure…eppure…eppure comincia ad essere diverso.
Vedo nero…ma non proprio nero…diciamo grigio…o non so…
Da un po’ di tempo i mal di testa cominciano ad avere un minore ascendente su di me. Il fatto è che non mi rassegno, e anche se nel momento in cui il dolore comincia, anche le immagini di vita peggiori mi tornano alla mente (ricordi, situazioni presenti, chi non ha i suoi casini?)…non mi arrendo. Anche se una parte di me vuole convincermi di come le cose vadano male…beh, forse è vero, ma è anche vero che finora sono sempre andato avanti.
Vi starete chiedendo: ma questo è matto?Un mal di testa gli provoca tutto questo?Beh, sì, spesso, i miei mal di testa sono proprio strani amici/amiche/angeli miei…e molti di voi li conoscono. Sul fatto di essere matto, o folle che dir si voglia, può darsi, ma è un’altra storia…
Dicevo, in quei momenti divento più vulnerabile ai piccoli/grandi casini che ho, ma cominciano a farmi meno paura. Non so come né perché…ma assieme a quei pensieri mi vengono in mente altre immagini che li contrastano…
Domenica, tornando a Roma, ne ho viste di tutti i colori.
Un parco, bambini che saltano e giocano, ma proprio tanti…dall’alto dell’autobus li vedo, in quel paese cui il mio cuore è definitivamente legato, vicino al fiume, con quella grande palla metallica (reperto industriale) che fa da fontana, si cui scorre luminosa acqua in una splendida giornata…
Passo avanti, e un bambino esce di casa con il padre, è ansioso…sta andando verso quel parco, sembra incontenibile, la velocità dei passi del padre non lo soddisfa…sorride come il sole, non vede l’ora di incontrare gli altri…nonostante non potrà saltare e correre con loro, e forse non potrà mai farlo in vita sua. Pensiero di allora e di ora: quanto amore, che pur si muove…
In metro. Il massimo dell’alienazione, una luce fredda, un’aria torbida, micropolveri mescolate a idiozia…
Mi siedo, e mi isolo con i miei strategici auricolari.
Davanti a me, una coppia, lui sui 60, lei giù di lì. Discutono, lei rifiuta qualcosa…lui insiste…non capisco…poi vedo spuntare un cioccolatino dalle mani di lui, e un sorriso dalla bocca di lei, che lo prende, lo scarta, lo mette in bocca facendolo sporgere un po’ e ne spezza una metà nella bocca di lui, facendo scappare un bacio.
Gli occhi di lui, azzurri, si illuminano sotto quella fronte stempiata e con i capelli grigi, lei butta uno sguardo attorno, come un’adolescente.
Parlano, parlano, lui tiene in mano il suo giubbino di jeans, si parlano all’orecchio ogni tanto, ma la bocca dietro il collo non sembra parlare, ma poggiarsi, e sorridono…sorridono…
Lei prende un foglietto, e chiacchierando ne fa una barchetta: la fermata di lui si avvicina, e lui glie la ruba, la mette in una tasca stretta del marsupio, lei sorride, lui anche, poi un bacio e un saluto. Sono in mezzo, lei è davanti a me, lui fuori dal treno, dietro di me, e lo vedo negli occhi di lei che aspetta che il treno riparte. Pensiero: quanto amore, che pur si muove!
Ripenso al passato, al presente, agli errori, agli sguardi, ai pianti, alle paure, ai rancori, ai silenzi…a sabato…e penso: quanto amore ho avuto ed ho davanti, che pur si muove!
E’ ora che mi muova io ora, con decisione, verso questo amore, prima che sia davvero troppo tardi…e prego Dio di darmi forza, tanta tanta forza.
E poco dopo, il mal di testa se ne va…anche lui si muove…