
Sto per scrivere qualcosa che potrebbe sembrare polemico, ma ci tengo a dire che non è minimamente mia intenzione.
Arrivo al sodo.
In questi giorni c’è stata la commemorazione di uno dei personaggi pubblici più dolci (a mio parere) che si siano mai conosciuti: Lady Diana.
Commemorazioni, servizi televisivi…e soprattutto visibilità in vari portali.
Beh, questi ultimi li noto per deformazione professionale, visto che ogni mattina, per svegliare il cervello, ne consulto qualcuno, giusto per vedere le notizie più importanti, prima di iniziare l’ennesima giornata di lavoro sulla comoda poltrona che mi rovina la schiena per il troppo riposo, davanti ad un monitor disseccante.
Lady Di…sì, ricordo che in quel periodo ci fu anche un altro imponente funerale: al posto di inglesi…migliaia di disgraziati ex colonizzati dagli inglesi (ripeto, nessuna polemica, ma forse una strana ironia), invece di cavalli, poliziotti e vigili, invece di un viale verde ed asfaltato, fangose strade tra lamiere appoggiate a vaga forma di casa.
Invece di una bara chiusa e lucida, una semplice bara aperta, con Madre Teresa.
Ebbene sì, 10 anni fa moriva anche lei.
Da qualche giorno leggo in merito un timido trafiletto a fondo pagina su ansa.it, nulla su repubblica…
All’inizio, sono sincero, sono rimasto perplesso…ma alla fine ho sorriso, ed ho pensato “non poteva esserci silenzio più dolce“.
Perché sbattere in prima pagina (per quanto virtuale) una donna enorme proprio nella sua piccolezza? Che è riuscita veramente a fare suo quell’amore discreto, silenzioso ma potente come i raggi del sole, che Cristo ha voluto insegnare (a prescindere dal credere o meno al resto del messaggio che ha rappresentato e rappresenta per molti, me compreso)?
Penso non sarebbe stato giusto.
Perché tutto sarebbe rientrato in una logica della “spendibilità” dell’immagine della suorina, della “matita di Dio”, e sarebbe finito tutto in un archivio di merce all’uopo riciclabile. Ora, può essere che accadrà così…ma il fatto che ci sia stato un relativo silenzio, nel decennale della morte, mi fa ben sperare.
Perché sì, davvero quello era un amore per il quale la mano sinistra non sapeva quanto la destra stava donando…un amore che si riveste di sorriso e di un viso gioviale e pieno di vita anche quando la fame dei più poveri dei poveri era anche la sua fame…un amore senza compromessi, e senza paura. Veramente un “perdere la propria vita” per ritrovarla (penso io).
Insomma…bene il silenzio, bene l’assenza di chiasso, ma ad una condizione: che il clamore, lo “scandalo” di questa suorina, e dei tanti uomini e donne che ogni giorno operano come lei, continui dolcemente a logorarci, a farci mettere in discussione, a farci sentire a disagio, a stimolarci giorno per giorno.
Grazie sorella Teresa, di cuore.
Gio
sono d’accordo con te ma il silenzo non da il giusto valore all’esempio di vita di questa piccola grande donna,il silenzio a volte uccide e in questi casi mette a tacere la coscienza di ciascuno di noi,dimenticando il lavoro che questa piccola grande donna ha fatto e non sprona le nostre coscienze a seguirne le orme. Lady D e Maria teresa di calcutta si sono incontrate nella loro vita,ma mentre una continuava a vivere nel lusso,l’altra andava a cercare e far vivere gente che la nostra societa’ e specie quella indiana non accetta “gli ultimi”. troppe parole si sono sprecate per Diana,che secondo nemmeno voleva il tutto, ma fanno piu’ notizia i dieci anni della morte di Diana e non i dieci anni della scomparsa di un’esserino piccolo ma con un cuore grande ed e’ questo lo scandalo.
L’anno prossimo in questo periodo ci sarà l’anniversario della morte di Gigi Sabani. Nulla contro di lui, ci mancherebbe, però, mediaticamente parlando, mi chiedo chi venderà di più tra l’imitatore e Lady D. Secondo me Gigi Sabani. L’orgoglio italico per un qualche fasto farlocco nostrano si risveglia per ricucire una nazione intera, tipo quello che succede con i mondiali, nonostante le immense fratture ideologico-economico-socio-culturali-ecc.ecc, e va oltre il tempo, lo spazio, i comandamenti, la salvezza, la perdizione, la logica, l’illogica, l’amore, l’odio, grande puffo, puffetta, il giorno, la notte, il vicino, il lontano,l’antani…
In questi ultimi giorni mi è capitato di rileggere ( in uno dei libri che mi hai regalato) questo pensiero: “NELLA FORESTA, QUANDO I RAMI LITIGANO, LE RADICI SI ABBRACCIANO”. Ecco io penso che nel silenzio, nella polvere della terra, nella più completa semplicità si ha veramente l’occasione di sperimentare il vero dono della vita: la capacità di amare.
@nino.
Hai ragione Nino.
Il silenzio cui mi riferisco è quello dei mezzi di comunicazione, che nella stragrande maggioranza dei casi veicolano le urla inutili del commercio, dell’interesse, delle pseudonotizie che servono solo a nascondere le cose autentiche…
Ma ci pensi quanto sarebbe scomodo fare azione di massa in tv e simili su madre Teresa?
Immagino la catena delle notizie: da madre Teresa con tutto quel che ha fatto…a tutte le donne e gli uomini che tuttora lo fanno…agli ultimi che vengono aiutati…al fatto che sono tre quarti della popolazione mondiale…e di qui al sistema che non funziona…che fa non acqua, ma miseria da tutte le parti…e ce li vedi i “grandi” (politici…divi…illustri sconosciuti famosi per un momento…) a celebrare una donna che con un sorriso ha creato una crepa nel sistema nel quale loro sguazzano?
Mi fermo qua…altrimenti rischierei di inquinare il pensiero di questa dolce donna con la rabbia…
E allora ben venga il silenzio dei media, cominciamo noi ad urlare
Un abbraccio,
Gio
@Gilbo.
Parole sante ciccio…
Chi l’aveva chiamata Italietta?Perché sì, davvero ha i capricci di un bambino viziato, senza accogliere le virtù di cui invece l’infanzia è piena.
Mi dispiace per Gigi Sabani l’imitatore cittadino, per Pavarotti il tenore evasore (era entrambi, no?)…e per tanti, tanti altri.
E chiedo venia se tocco la suscettibilità della benpensante italietta fulgida “espressione geografica” (per dirla alla Metternich), dicendo che mi dispiace decisamente di più per chi non aveva notorietà, soldi, potere, intrallazzi, ma soprattutto conoscevo di persona, che si è addormentato in situazioni ben peggiori.
Mi viene in mente il caro Zeffirelli “Luciano è stato un dono di Dio”…attento Zeffire’…che la gente così diventa atea!
Io ne ho conosciuti e ne conosco di doni: alcuni non ci sono più, chi si è addormentato tardi…chi troppo presto…tanti tanti altri ci sono, mi sono a fianco, giorno per giorno, nonostante i miei innumerevoli difetti…
Gilbe’, il disgusto potrà pure portare a fare scheda nulla, ma non può e non deve impedire di lottare per “altro”, sempre e comunque.
Concludo con un grazie, tutto per te.
Amichevolantanimente,
Giovannin
@mariacristina
Mary…oggi ho vissuto una cosa che ancora mi fa tremare. Te la racconterò di persona…nulla di brutto, non avere paura, anzi!
Ad ogni modo ho avuto la conferma di quanto mi hai insegnato da quando ero poco più di un neonato: le cose vere stanno in basso, sono a terra, a contatto fisico con la cara madre terra…nella posizione giusta per essere completamente ignorate dai più.
Sai una cosa?Questo mondo non mi piace, proprio per niente.
Ho capito che sedendosi a terra si vedono cose fino a poco prima ignorate, il vantaggio è che si diventa invisibili.
Mary, grazie, sei la mary più migliorissima che conosco, diciamo pure la mia mamma preferita (che onore, eh?), così come tuo marito è il mio papà preferito e tua figlia la mia sorella preferita…ecc…ecc…ci siamo capiti no?
T’adore.
Jean
Giovanni!!!Quanto tempo che non scrivo sul tuo blog!Oggi riesco a ritagliare qualche piccolo spazio tra un esercizio e l’altro…mi sono fiondata al computer anche perché dalla prossima settimana non saprò veramente a chi dare i resti!!!!Se già settembre è impegnativo, lunedì rientro pure in rai full time, ne sono contentissima e orgogliosissima per motivi vari però…vuol dire uscire da scuola alle 4 e mezza, arrivare in rai alle 5 e chissà quando ne esco…. Ma torniamo a noi….Devo dire che la ricorrenza della morte di Diana per me è indissolobilmente connessa a quella di Madre Teresa, buffo come mi sembrava di leggere anche di lei scorrendo i titoli… Madre Teresa è una figura fortissima, io lo so, l’ho vista quando venne da Giovanni Paolo II (che pure lui…), la intravidi in mezzo alla folla, piccolissima, magrissima, minuscola, una formichina piena piena di rughe da cui emergevano, potentissimi, due occhietti brillanti come stelle. E te ne innamoravi. Era quello che lei portava e lei chiamava dai nostri cuori, Amore. Fu incredibile per me che la intravidi appena di sfuggita, subito risucchiata dalla folla, dalla security, dalla sua stessa piccolezza, sparì così come era apparsa…immagino cosa deve essere stato per chi ha potuto parlarle. Nessuno mai in vita mia mi aveva fatto una tale impressione e nessuno più me l’ha fatta,un’onda così violenta e calda,una consapevolezza di essere IO quella piccola, ma piccola, piccola, piccola, di fronte a lei che sarà stata sì e no un metro e 45, forse….e allo stesso tempo quello sguardo mi sollevava dalla mia piccolezza e mi elevava, mi apriva orizzonti, mi commuoveva fino alle lacrime, tutti i sensi, il tatto, la vista, l’udito, era tutto pieno di quella brillantezza incredibile, incredibile, ti dico!
Mamma mia, che prigione sono le parole incapaci di esprimere quello che si prova, chi ha detto:-Di ciò di cui non si può parlare bisogna tacere?-San Tommaso D’Aquino, forse. Sarà quindi meglio che stia zitta…
Però…grazie Madre Teresa.
Tanto bene
M.
Marta carissima!
Che gioia rileggerti qui!
Hai scritto delle cose veramente belle.
Io penso una cosa molto semplice: se santo è chi è vicino a Dio, perché illuminato dal suo amore e dalla sua intelligenza, al punto da fare interamente ed intimamente sua la sua volontà (scusami il gioco di parole), allora Madre Teresa era, ed è, santa.
E non è che lo sia da dopo la sua morte: non sarà una dichiarazione ufficiale di chicchessia, non sarà un giorno a lei dedicato, né la scoperta di guarigioni “miracolose”.
Il suo miracolo, è la sua vita, che è andata avanti in situazioni in cui tante, troppe altre (compresa la mia) sarebbero crollate.
Una vita con gli ultimi degli ultimi, in India poi, dove essere povero vuol dire essere anche maledetto…
Amore, amore ed amore.
Piccola ed immensa, rugosa e bellissima, luminosa anche nel buio di una notte nel lebbrosario.
Quella donna era santa perché amava Dio con tutta sé stessa, e lo vedeva negli ultimi con i quali Dio soffriva (perché il nostro è un Dio che soffre per noi mentre ci ama). Probabilmente anche lei “era” Dio in tanti momenti…
Basta parole, perché un fiore è bello senza che lo si sezioni…o lo si imprigioni, come mi hai giustamente fatto notare, con le parole.
Marta in bocca al lupo per questo periodo di ripresa al sapore di “tour de force”!
Certo mi mancheranno i nostri pranzi, ma tanto non ci scoraggiamo mica!E già abbiamo passato tutti insieme quella splendida notte bianca…
Sei una bella persona Marta, e belle sono le persone che ti sono vicine, Marco, i tuoi amici…God bless you all, di cuore.
Non vedo l’ora di farmi un’altra bella chiacchierata con te.
See you.
Giovanni.
ti ringrazio Giovanni,ho letto adesso il tutto adesso perche’ sono stato a Siviglia,un’incanto di citta’contornata da tante perle:Granada,Cordoba e una nuova scoperta Cadiz,citta’ sull’atlantico che sta rifiorendo dopo anni di buio.per quanto riguarda Madre Teresa di Calcutta,posso dire da non cattolico che la stimo moltissimo,non aveva il carisma del dialogo,ma il carisma degli occhi e di quelle piccole mani che si prodigavano per alleviare le ferite degli ultimi. ho sempre seguito la sua opera e mi piaceva questo essere umile tra gli umili,le sue carezze ai piccoli,ai lebbrosi,il suo operare per queste splendide persone che la societa’ scarta,perche’ sono malati,poveri,nullita’ nella nullita’ e lei li sollevava con il suo lavoro e il suo donarsi incondizianatamente. Penso che a lei gli dava anche fastidio incontrare persone importanti che si presentavano con giornalisti,fotografi etc, etc, non amava la pubblicita’ e si limitava a poche frasi di circostanza. ho letto in questi mesi che lei era in crisi con la fede,non so se e’ vero perche’ so che lei aveva messo al primo posto l’amore di Cristo,avra’ avuto un momento di crisi come tutti gli esseri umani,basti riocrdare la frase di Gesu’: “Dio mio,Dio mio perche’ mi hai abbandonato!” per capire che ci possono essere attimi di smarrimento nella nostra vita e poi capire che invece Lui ci e’ vicino,siamo noi che siamo distratti e non vediamo e non sentiamo l’amore che ci dona.
Nino caro,
ora che mi ci fai pensare…sai che non so se ho mai ascoltato in tv la voce di Madre Teresa?
La cosa mi intenerisce, perché era veramente una amore silenzioso, tenace, di roccia.
Per quanto riguarda i momenti di crisi…beh, è vero, siamo esseri umani, ed il bello sta proprio bel superarli con la forza che Dio ci da giorno per giorno, un po’ come l’apostolo Paolo che alla fin fine gioiva anche nei momenti più neri, perché li superava proprio con questa forza!
Un abbraccio e grazie, di tutto.
Giovanni.
Che donna…