Archivio di ottobre 2007

De Matita Morbida.

martedì 30 ottobre 2007

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Mi ci ha fatto pensare Daisy, ieri sera.

Tra le cose che ama (e quando dice che ama qualcosa…l’ama proprio) ha annoverato “Scrivere i propri pensieri con una matita morbida“.

Devo essere sincero, non l’avevo notato prima.
Mi ha colpito.

Abbiamo iniziato a parlare di matite…grafite…macchie sulle mani…e tuttora continuo a pensarci.
Come, ad una matita? Sì, ma ad una matita morbida.
Le compro anche io, sempre così, non altre.

Ho sempre amato scrivere con la matita, ma non ho mai pensato al perché.
Il contatto delle dita con il legno, per me sempre vivo, che prende il tuo calore, inala il respiro della tua pelle.

La punta ben temperata, potata, modellata, pronta, opaca, il legno attorno alla grafite prima chiaro e poi piano piano scuro, e poi chiaro ancora una volta ritemperata (un ciclo, come il giorno e la notte).

La grafite che colora la punta del medio e dell’anulare (ho uno strano modo, dicono, di impugnare matite e penne).

Il suo odore, non acre come l’inchiostro, ma morbido, minerale, presente.

E quando ti macchi le dita…sul momento non corri a lavarle, basta strofinarle un pochino, la macchia va via (tranne che vicinissimo all’unghia, di lato) e rimane l’odore, gradevole.

Ma soprattutto, la matita morbida è come una voce sincera: segue il timbro dei pensieri, senza tradirli, senza nasconderli.

Ricordo, rabbia, sorriso, riflessione, colpa…tutto si riflette in forme, tratti, pressioni sulla carta, briciole di grafite che creano piccole sbavature, parole incancellabili (anche passando la gomma, rimangono impresse) ed altre che vanno via senza lasciare traccia.

La matita morbida: un ricordo ritrovato.

Grazie :)

Giovanni of Ireland

giovedì 25 ottobre 2007

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Ieri Marta mi manda un sms “Ho saputo che l’Irlanda ha un nuovo cittadino onorario…bè…COMPLIMENTONI!”.

Non ci crederete mai ma…da martedì 23 ottobre 2007 il sottoscritto possiede la cittadinanza onoraria d’Irlanda, ed ha assunto il nome di “Giovanni of Ireland“.

Ok ok…detta così fa strano…ma state a sentire che meravigliosa serata ho passato!

Tutto inizia con un graditissimo sms di Marta “E’ tornato Bill!!!Tieniti pronto…“.
Ah Bill…fantastico irlandese con l’oceano negli occhi e l’abbigliamento che lo fa sembrare uscito da un film…che gioia rivederlo!

Giornata così così in ufficio, non poteva capitare in un momento migliore!

Torno a casa…avverto che tarderò…mi doccio…mangio…e mi presento. Sempre lì, da Francesco.
Hehehe…eccoli là…che tavolata…’mmazza oh…e tutta quella gente che non conosco?Fiiiiiico…

“Ciao Gio!!!” “Hi Giovanni!” “Gio allora, ti presento…” “Nice to meet you…oh…hi…well well…what a good company!…”.

Il mio inglese si fa strada dopo tanto torpore.

Sì…un aperitivo…come si chiamava?Ah, Spritz…Fritz…quello.

Si chiacchiera…si ride…la solita Marta carica tutti con la sua vitalità…che forte che è… :)

“Noi quasi quasi andiamo via…è tardino…” “anche io va…” “anche noi…”.

Rimaniamo io, Sergio, e i 5 irlandesi: la serata prende un’altra piega.

Si comincia a parlare, il mio inglese ormai non lo controllo più (cacchio…ma lo parlo allora!). Cosa fai di lavoro?…ah…web design…noi lavoriamo su Internet…commercio elettronico…ah figo…ti occupi di questo…accidenti che forte…dai, prendi una birra…quindi web…maddai?

Giovanni…secondo me tu arriverai a fare questoe questo…sei pieno d’entusiasmo!(io quasi mi commuovo, che belle persone…).
Ad un certo punto mi fanno “Vieni in Irlanda! Stai un po’…ti facciamo vedere come vanno le cose lì…magari ti viene qualche idea, ti può andare bene…”.

Vengo meravigliosamente circondato, da persone…da inviti… “Se non vieni però ci offendiamo!“.

A un certo punto li vedo parlare tra loro: li sento dire di me…del mio futuro soggiorno in Irlanda…si girano e fanno “Giovanni, abbiamo deciso di darti la cittadinanza onoraria irlandese“.

E mi sono ritrovato con le loro mani sulla testa, e Bill che mi dà la cittadinanza e mi benedice: dopo di questo un mare di abbracci e di sorrisi…

“Da oggi, sei Giovanni of Ireland!”.

Poi è la volta di Sergio: loro mettono le mani…”Giovanni, tu non la metti? Ora sei irlandese anche tu!“.
Sergio è stato insignito della cittadinanza del Donegal.
Mi guarda e mi fa “A pensarci…è incredibile!!!”.

Sorrisi, risate…poi Paul mi dice “Giovanni…che bella serata…ma sappilo, noi la prendiamo sul serio, davvero, ora tu hai dei fratelli in Irlanda, potrai sempre contare su noi, e mi raccomando, vieni a trovarci!”.

Mi sono quasi commosso.
Alla fine ci siamo salutati, con abbraccio… “God bless you Giovanni…” “God bless you guys…”.

Accompagnando Sergio a casa non facevamo che ridere e ripensare alla serata…a pensare a quando saremmo andati…

Il giorno dopo so che Bill ancora parlava di me, della serata… e io pensavo a loro…e la cosa mi ha alleviato l’ennesimo mal di testa che mi ha bloccato un’intera giornata.

E dopo di questo…come non dire “…CHE VITA!” ???

God bless you all, Irish brothers… :)
E voi, amici del blog :)

Yours,
Giovanni of Ireland.

Pensieri a briglie sciolte

venerdì 19 ottobre 2007

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Ci pensavo tempo fa, a distanza di tempo, al passato.
Lo scrivo qua, così, perché sento di scrivere (poche volte l’ho fatto in maniera così istintiva).

E’ cambiato TUTTO.
Tutto proprio. Mi guardo indietro e vedo un’altra casa, altre persone, altre situazioni, altro lavoro, altro me.

E’ pazzesco, e non riesco ad esprimerlo, e lascio che le dita scorrano sui tasti.
Ho preso tutto, ho fatto fagotto, e sono andato.
Sono esploso, ho fatto la mia prima grande rivoluzione (altre ne sono seguite, altre ne verranno…).
Ci sono stati feriti, sono scorse lacrime, mi sono sentito cattivo, in alcuni momenti lo sono stato davvero, sono caduto esplorando nuove terre, mi sono bendato…

Sono anche rimasto solo, ho avuto paura, l’ho superata (grazie a Dio!), ho ricominciato da zero.
Ho reimparato tante cose, ne ho scoperte di nuove.
Prima scoperta: quante cose non sapevo… (ahimé povero Socrate, se mi sentisse!!!).
E quante ancora non ne so! Affascinante…

Sono qua. Le cicatrici si confondono con qualche ruga, testimone del tempo e delle ansie. La luce si rifrange sulla mia buffa testa semiglabra, ma il sole è sempre lì per me.

Passi più decisi, futuro nebbioso, come tutti, ma intenzioni ferme.
I ritorni ai luoghi del passato sono più leggeri ora, più gustosi.
Forgiato, plasmato, ricostruito e in costruzione, come la Sagrada a Barcellona, perennemente senza tetto, ma pieno di tesori in crescita e pronto ad accogliere (per il tetto c’è sempre tempo, ma arriverà, e comunque i posti al riparo non mancano).

Tremo se mi guardo indietro, un po di paura…tremo se mi guardo avanti, trepidazione ed entusiasmo.

No, ora non temo più.
Ti guardo negli occhi, mondo, sono qua per te, e tu per me.

E tu che mi incontri, sorridi con me, se vuoi, guardami sempre negli occhi. Non avere paura.
Sono io.
Sono Gio.

Dedicato a chi cammina a sguardo basso e teme di non avere speranza, ma che può e deve ricostruirsi, per sé, per tutti, con amore.

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P.S.: Scusatemi per il “delirio”, ma quando ti rendi conto che un tempo volevi cambiare il mondo, e ora piano piano senza accorgertene stai cambiando qualcosa di ugualmente complicato, cioè te stesso…vi assicuro che i brividi scendono, e la bocca si piega in un sorriso.
God bless you all.