De Matita Morbida.

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Mi ci ha fatto pensare Daisy, ieri sera.

Tra le cose che ama (e quando dice che ama qualcosa…l’ama proprio) ha annoverato “Scrivere i propri pensieri con una matita morbida“.

Devo essere sincero, non l’avevo notato prima.
Mi ha colpito.

Abbiamo iniziato a parlare di matite…grafite…macchie sulle mani…e tuttora continuo a pensarci.
Come, ad una matita? Sì, ma ad una matita morbida.
Le compro anche io, sempre così, non altre.

Ho sempre amato scrivere con la matita, ma non ho mai pensato al perché.
Il contatto delle dita con il legno, per me sempre vivo, che prende il tuo calore, inala il respiro della tua pelle.

La punta ben temperata, potata, modellata, pronta, opaca, il legno attorno alla grafite prima chiaro e poi piano piano scuro, e poi chiaro ancora una volta ritemperata (un ciclo, come il giorno e la notte).

La grafite che colora la punta del medio e dell’anulare (ho uno strano modo, dicono, di impugnare matite e penne).

Il suo odore, non acre come l’inchiostro, ma morbido, minerale, presente.

E quando ti macchi le dita…sul momento non corri a lavarle, basta strofinarle un pochino, la macchia va via (tranne che vicinissimo all’unghia, di lato) e rimane l’odore, gradevole.

Ma soprattutto, la matita morbida è come una voce sincera: segue il timbro dei pensieri, senza tradirli, senza nasconderli.

Ricordo, rabbia, sorriso, riflessione, colpa…tutto si riflette in forme, tratti, pressioni sulla carta, briciole di grafite che creano piccole sbavature, parole incancellabili (anche passando la gomma, rimangono impresse) ed altre che vanno via senza lasciare traccia.

La matita morbida: un ricordo ritrovato.

Grazie :)

6 Risposta to “De Matita Morbida.”

  1. Daisy scrive:

    uhm… ma tu guarda che cosa ho scatenato :D non sarei mai riuscita ad esprimere il concetto di’amo la matita morbida’ bene come te… beh io aggiungerei solo una cosa: lo strano deja-vu quando senti l’odore della matita e ti torna alla mente qualche ricordo confuso lasciato sui banchi di scuola. capita solo a me? :)

  2. Giovanni scrive:

    No…non hai idea di quanto ti capisco!
    A me è appena capitato: la FIDANZALATA delle elementari…i biglietti passati sotto il banco…

    Grazie ancora :)

  3. Gilberto scrive:

    Replay rossa e blu. Tutti ce le hanno quando si è babbuini alle elementari! Qualcuno le avrà ancora, o meglio, ce l’avrà suo figlio… (angoscia-di-morte-angoscia-di-morte-angoscia-di-morte) :-)

  4. Gilberto scrive:

    P.S. alle elementari non andavao matto per le matite morbide ma per il Bounty al cocco e il tempo.

  5. bernardo scrive:

    gli odori sono i ricordi più intensi e immediati che abbiamo.
    mio padre perse una sorella nel 1980 di incidente stradale e mi racconta sempre con le lacrime agli occhi che dopo un mese che mia zia non c’era più lui ritrovò per caso nell’armadio un suo maglione: c’era ancora il suo odore…

  6. giovanni scrive:

    @GILBERTO.
    Gilbe’…qualcuno alla nostra età ha già figli…(angosciadimorte… angosciadimorte… angosciadimorte…).
    AH…il tuo bounty e il tempo…UAAAAAAAAAAAAAAHH!!!Ma poi, ne hai mai finito uno? Conservi ancora gli incarti? Trattieni ancora il respiro da allora? E IL GIRO DEL MONDO DI CORSA???
    Grande ciccio…
    Ci becchiamo per Natale (2011 ovviamente).

    @BERNARDO.
    Berbardo mi hai davvero toccato con questo ricordo così delicato ed intimo…
    Quando s’è addormentata mia nonna, ricordo che dopo essere tornati dal cimitero, ho istintivamente preso il suo telefono cordless: anche lì c’era ancora il suo odore, ed ho ricordato tutte le telefonate…le chiacchierate…

    Un abbraccio.
    Gio

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