…perché sono felice, e quindi scrivo (così, di getto, ma sì dai…)
Perché va bene, anche se al mondo non importa…ma importa a me e a chi importa insieme a me…
Perché sto bene, e quando mi capita un casino si dissolve poco dopo nel pensiero di quanto accade, è accaduto, o sta per accadere.
Perché non me ne frega niente se divento monotematico…monocorde…mono…non stereo…MACCHISSENE, mangio, gusto la vita, i suoi fiori, e MASTICAZZI il resto…
Perché lo dovete sapere, soprattutto se qualocosa vi va male (ma va? Alzi la mano chi non ha casini che glie la mozzo, bugiardo!) perché pure io ne ho, tutti ne abbiamo, ma certe volte possono davvero succedere cose che ti ridanno vita, quella vera, che nulla, nemmeno la vita stramba del cervello paranoico può smontare.
E questo dovete saperlo, dovete cercare…o aspettare…o gustare…a voi la strategia, ma dovete vivere, lasciar vivere, lasciarvi vivere.
Perché cacchio mai come ora mi rendo conto che la teoria del “sì” funziona (grazie a te che me ne hai fatto dono!!!)…che quando hai un’opportunità di un secondo felice NON DEVI rimandarlo, a qualunque costo, perché i secondi felici sono un po’ cannibali…si cercano…si mangiano tra di loro…e diventano grandi…minuti…ore…giorni…e chissà cosa…
Perché si può rinascere eccome, cazzo (ops…scusate…ho detto “eccome”).
Perché ti possono dire “ti sei rincoglionito?” e tu puoi rispondere felicemente “ah …se si dice così…allora sì, sono rincoglionito“.
Perché c’è tanta bellezza nella vita, citando un film che piace tanto alle margherite, e il vero delitto, la bestemmia, è non accorgersene, seppellirla sotto i “se”, i “ma”, gli “ormai” (i peggiori di tutti).
Perché vi prenderei tutti e vi scuoterei, con un abbraccio, uno spintone, un sorriso, inondandovi di birra, di parole, di rimproveri affettuosi…perché DOVETE, DOVETE essere felici per quanto potete.
Come dire…vi rimane solo il dito mignolo? OK, CAMMINIAMO CON QUELLO, a costo di fare solo pochi centimetri.
Perché sì, sì e sì.
Perché grazie vita (e che vita), grazie all’istinto che il profumo di un fiore ti risveglia facendoti dire “…ma se noi…” e ti senti rispondere senza esitazione “…e me lo chiedi?” dopo l’ennesimo sguardo silenzioso che ti fa sparire la terra sotto i piedi e il mondo non ti tocca più, e ti scomponi in mille luci (tra cui una blu…).
O quando ti ritrovi a dire “da così poco???Non può essere…“…
Insomma gente, non si tratta di pessimismo del tipo “damose da fa’ che qua la vedo male, almeno se divertimo”, o di chi vuol esser lieto sia che il domani s’è scordato di te, forse, non si tratta nemmeno di domani, oggi, ieri…si tratta di capire che le cose belle ci sono, e tante, e se coltivate, nutrite, possono veramente portarne altre.
I casini? ah…quelli lasciali fare…poca importanza all’avversario…si risolvono.
E quando si raggiungono certi livelli di follia ad incastri mobili e creativi…cominci a sentire i fiori parlare, li vedi muoversi, e venire verso di te (e di nuovo la terra manca…e ti scomponi…): non fiori semplici…ma folli…
Grazie vita, viva le margherite.
Giovanni.
P.S.: come? Sono criptico?…non credo di esserlo più di tanto (forse neanche quella è la parola giusta…)… abbiate pazienza, miei carissimi e carissime…vi abbraccio forte.