De sideribus et homo orinante

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Il titolo originale di questo post era “Un raggio di sole che piscia“, ma mi sembrava un pochino troppo forte per spararlo in titolo, per cui ve lo somministro piano piano qui.

Assunto?
Assimilato?
Ok.
Continuiamo.

Sì, domanda comprensibile, ora vi spiego da dove viene fuori.
Ero in autostrada.
Guidava la mia margheritafolle, dopo una pasquetta troppo simpatica passata assieme a nostri amici.
Io ero fisicamente debilitato (come lo sono anche ora) per l’intervento (no, a questa non rispondo, chiamatemi al cell e vi dico, non ce l’avete?Passsiensa…:) ).

Traffico pazzesco.
Tramonto.
..Guarda che bello quel raggio di sole…
Dio mio che ragazza…lo stavo vedendo anche io…bellissimo davvero…e il cuore batte
…le rispondo “Dai…anche tu noti queste cos…” non faccio in tempo a finire, che mi fa “hihihihi…GUARDA QUELLO CHE PISCIA!“.

Ancora rido.
E rido.
E rido, con buona pace dei miei punti.

Perché ve lo racconto? Perché nonostante i casini di salute…vi scrivo questa cartolina dal paese di Felicilandia, e questa storiella fa…diciamo da francobollo.

Non vi dico altro, troppe cose, troppe, troppo mie, troppo nostre.
E chi vuol esser lieto sia…noi, siamo piuccheapposto!

A presto splendide/i.

Gio

P.S.: …no no, niente di grave, ma era una cosa che dovevo fare da tempo; dà qualche impiccio, non è piacevole…ma andava fatta. E con questo è davvero tutto al riguardo, grazie per la premura :)

P.P.S.: visto che non l’ho abbandonato questo blog? Cosa credi, che ti lasci senza lettura? T’ho detto che t’adoro?