Sulla fermezza.

punto esclamativo

Ho appena realizzato nella mia mente una cosa: buona parte della vita si muove sulle decisioni.
Giuste o sbagliate che siano.
Che si chiami volontàfatopersonalità…che lo si pensi predeterminato dai geni o da un libro della vita, tutto si muove lì.
Qualche tempo fa mia madre, ormai disperata per questo figlio dissacratore e disperato (in quel periodo) non ha saputo che rispondermi “Giova’…te lo dico come lo direbbe tuo nonno, che aveva la semplice licenza elementare (grande uomo – nda): VOLERE E’ POTERE!“.
Quanto mi sono incazzato per questa risposta…forse perché non me l’aspettavo, forse perché mi ha spiazzato, sicuramente perché vera.
Lo ammetto solo ora.

Quante decisioni si prendono? Soprattutto, di quante siamo coscienti?
Posso prendere una mia strada, ma devo sempre – sempre – sapere che questa avrà delle conseguenze, alcune positive, altre negative. Scegliere le proporzioni tra le conseguenze prevedibili, sta a me. E qui si gioca anche il confine tra l’essere sani, o masochisti, o sadici, o quant’altro.

Non voglio dilungarmi, ma mi sono soffermato a pensare a quante volte ho detto (a quante volte dico) “Sarebbe giusto forse fare questo…dovrei chiamare quella persona…ho questo problema e posso risolverlo così…vorrei davvero…“.
Non sto parlando di “Vorrei uno yacht (occomecazzo si scrive, ma tanto chi se la fila quella roba lì)” e quindi si pone il problema dei soldi, parlo di questioni più alla portata della vita vera, insomma quelle reali.

Pensiamo al re del Piccolo Principe che diceva più o meno “Per essere certi che un suddito esegua un ordine, poniamoci il problema di darne uno ragionevole” che tradotto alla maniera giovannea vuol dire “se voglio bermi una pietra, non posso lamentarmi se mi dà qualche fastidio, no?“.

Per tornare dal volo pindarico mi chiedo: ho una lista di cose che vorrei fare, persone da contattare, alcune cui chiedere scusa, altre cui chiedere “come stai?”, ho mille cose che vorrei fare e non ho ancora fatto, ma su quante di queste mi sono concentrato (a volte è questione di pochi secondi) per DECIDERE di farle?

Vanità delle vanità…e quanto è vanitoso (nel senso etimologico del termine) l’essere umano a volte, soprattutto quando si fa un’idea di sé solo in base alle sue intenzioni, e non anche in base a quello che fa veramente!

Forse sto diventando davvero vecchio.

Almeno negli ultimi tempi sto reimparando a vivere ripartendo dall’ABC.

Per cambiare discorso, ieri ho visto con la margheritafolle il LIVE AT POMPEII dei Pink Floyd: ho scoperto che può esserci tanto, tanto misticismo anche nella musica (anche quella per alcuni “maledetta”), e non solo nella musica.

Bella invenzione la vita, propongo un Nobel per Dio (le ultime due parole non sono un’imprecazione, ma un complemento di vantaggio o svantaggio – ho mobilitato mezzo ufficio per ricordare questa regola grammaticale…me gnurante…me tapino…) e per tutti quelli che la vivono.

Bacieabbracci!
Giopasso.

4 Commenti a “Sulla fermezza.”

  1. Gilberto scrive:

    Non so come spiegarlo, ma avverto un non so che di sacramente eretico, e mi piace.
    Però penso: se Giovanni è eretico va all’all’inferno, quindi io non ho più la raccomandazione per entrare in paradiso; se non ho la raccomandazione per entrare il paradiso necesarriamente andrò all’inferno pure io; se vado all’inferno pure io perchè tu ti devi mettere a fare l’eretico allora sei un fr… osinate :-)

  2. giovanni scrive:

    Sacramente eretico: quante eresie sono diventate sacre…e poi si sono fatte stati…politica…violenza…
    Altre ancora sono divenute inventiva…sentimento…passione…

    E se eresia fosse solo un nome per criminalizzare qualcosa di normale come l’interpretazione?Come il mettersi in gioco? Dopotutto, cosa c’è di più destabilizzante di un tale che a un certo punto dice “Ok, tu dici questo di me, grazie, ma ora voglio capire: chi penso di essere?”.

    Dopotutto la scienza una volta era eresia, ad esempio, ed eresia comprendeva il crimine, quindi la scienza in sé era criminale…
    Idem per l’appartenenza a una minoranza…l’amore tra persone di vario tipo…

    Ca**o, e se la vita non fosse altro che una sintesi di “eresie”? Sai che succederebbe? Non esisterebbero eresie, né qualcuno potrebbe arrogarsi il diritto di puntare dita.

    Utopia.
    Penso che Bakunin si stia rivoltando nella tomba.
    Pace all’anima sua.

    Ciccio qua c’è da uscire e rifarci una chiacchieratona…

    Buonanotte, e che i numi tutelari delle pantofole siano con te…e ti salvino dalla puzza dei piedi.

    Frovanni.

    P.S.: sai cosa è peggio? Piace pure a me.

  3. Crazy Daisy scrive:

    … volere è potere… mi sa che è un pò la frase che dicono tutte le mamme. La mia mi ha addirittura regalato una calamita da frigorifero con su scritto: ‘chi vuole realizzare un sogno prima di tutto deve svegliarsi’. E pure io mi incazzavo come una scimmia quando mi diceva così, e rispondevo che non era vero, che avevo ragione io. Salvo poi rimandare le decisioni all’infinito oppure dire: ‘ormai non c’è più niente da fare’. Uhm. Cosa volevo dire con tutto ciò?? Che anche io ho una lista di cose che vorrei fare. Alcune le ho già fatte. Per il resto… mi sembra che non solo tu stia lavorando egregiamente per realizzare la tua, ma che (anche senza parlare o senza darmi consigli) mi stai aiutando a realizzare la mia. In un modo tutto particolare che solo tu e Momo conoscete.

    Ah, cambiando discorso: non preoccuparti, non stai diventando vecchio. Che se sei vecchio tu lo sono anche io, anche se tu sei più vecchio di otto mesi e sette giorni. AARGHH manca solo un mese…. AARGHHH la vecchiaia incombe.AAAARGHHHH.

    Ma perchè, Giovà tu vai in Paradiso?? Mica me l’avevi mai detto?? Che cavolo!! A me nn mi faranno mai entrare!! Cheppalle, hanno pure chiuso il Purgatorio (no, era il Limbo??)….
    non ho proprio speranze… eddai, inizia a fare il cattivo pure tu, così ci ritroviamo entrambi nel girone dei rockettari che bevono birra e ruttano!!! OOOhhh… che pensiero romaaaaanticoooooo!!

  4. giovanni scrive:

    E già! Io a queste risposte impuntavo i piedi e quasi sembrava dovessi fare a gara a chi sta peggio.

    Realizzerai i tuoi sogni, tutti, lo so, perché sono sogni belli, pieni di sentimenti immensi, pieni di te, che sei una così bella persona.

    E’ vero che il mondo è tutto strambo e storto e stronzo (senza “povero piccolo”), ma ne parlavamo io e te…i sentimenti, quelli veri, quelli belli, vanno oltre, distruggono le cose brutte.
    E se poi sono alla base di sogni, nessuno potrà fermarli.

    In questo ci credo fermamente.

    Riguardo al vecchio: cominciamo con il dire che si dice “maturo”.
    Ecco.
    Che ricorda un po’ la pera che cade dall’albero, quando è matura, appunto, e non mi fa fare una bella figura, ma vecchio ricorda un libro polveroso…ricorda un vecchio bacucco che parla parla parla…io invece parlo poco…scrivo poco…sono di poche parole…non è vero che sono di poche parole? Visto di quante poche parole sono?
    E poi se mi dici vecchio mi fai sentire un po’ rincoglionito, che non riesce a trovare le…come si dice…ah, le parole.

    Che dicevo?

    Si stava meglio quando si stava peggio.

    Il problema è che voi giovani non nutrite più rispetto per noi.

    E non trovo la dentiera.
    Ma lei chi è?

    (OK la smetto).

    Per il Paradiso: CERTO CHE CI VADO, e tu vieni con me!!!
    Ma ti meraviglia?
    Come non potremmo andare in quel posto meraviglioso, dove giorno e notte ti abbracciano…dove adorabili musiche ti trasportano nei luoghi del corpo e dell’anima…suonando ininterrottamente…dove nuvole bianche ti fanno fluttuare e fanno prendere forme e colori ai suoni…dove si è tutti uguali…e dove un capellone barboso sulla trentina parla di un mondo diverso…

    uhm…
    …o era Woodstock?

    Va beh, ciancio alle bande.

    Margherita, sei meravigliosa, a dir poco, soprattutto quando riesci a tirare su il morale di questo vecchio scassacaspi che a un certo punto gli si rivolta l’umore, gli si gonfia lo stomaco e non si sa con quale roncola prenderlo tra C2 e C3 (vertebre cervicali).
    Grazie per il sorriso che sempre mi doni, con il tuo viso…e facendone nascere uno sul mio.
    Sempre.

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