Il senso delle parole

 diario

Non lo aggiorni più il tuo blog…mi spiace…“.

Queste parole mi sono risuonate all’improvviso.

Sono sull’autobus che mi riporta a casa.
Concentrazione, per favore su queste parole.
Perché per quanto possano sembrare semplici e banali, nascondono una serie di novità, di rivoluzioni…

AUTOBUS.
Un autobus nuovo, un percorso mai fatto prima. Detta così…dice poco.

RIPORTA.
Da dove? Dal lavoro.

OK, smetto di giocare. Ho cambiato un po’ di cose nella mia vita lavorativa.
Eh sì, perché ad un certo punto diventa un dovere verso sé stessi, verso la vita e le persone che si amano, alzare la testa.
Perché bisogna sempre crecere..sì, bella frase, ma riempiamola: si cresce, si ama, si hanno nuovi desideri, e si comincia a piegare le cose per segire il cuore, che da un (bel) po’ di tempo (ormai) ha cominciato a dettare legge.

E che legge…la più bella che abbia mai seguito.

Così, a dispetto delle urla, del timore diffuso, dell’incognita costituita da questo mondo bislacco…ho dato una svolta alla mia vita lavorativa.

E mi sono messo di nuovo in gioco, stavolta per il traguardo più bello della mia vita.

CASA.
Potrei aggiungere “mia“: non sbaglierei, ma sarei scandalosamente incompleto.

“Nostra” è la parola giusta.

Io e la margheritina abbiamo fatto il PRIMO GRANDE SALTO, e ora viviamo mano nella mano.
Cosa aggiungere? Nulla per ora, ogni cosa la aggiungeremo noi giorno per giorno.

Eccolo, stellina mia, è tornato il tuo Giopasso che scrive e ti fa trascorrere giornate in sua compagnia anche quando non è connesso.

Caro mondo, mi spiace solo che tu non possa ricevere da queste parole il piacere di questa matita morbida che si consuma su carta di riso…

Grazie vita: ora davvero comincio a ringraziarti sul serio.

2 Commenti a “Il senso delle parole”

  1. Gilberto scrive:

    Io intervengo spoeticizzando tutto e dicendo che a causa del tuo indovinello del cavolo sto passando notti insonni con litri e litri di caffè per cercare la soluzione. Ho cominciato con i procedimenti più stupidi, poi con quelli medi, poi con quelli più improbabili, ora sono arrivato a dimostrare che dio non esiste, e questo per salvare il sedere ad un cretino che scorda le chiavi a casa :-)

    P.S. però mi viene lo stesso da fare un po’ il poeta e da dire che hai colto il senso della vita con uno schiocco di dita (giuro che la rima non era calcolata): il calore del desiderio.

  2. giovanni scrive:

    Il calore del desiderio…

    …il calore del desiderio…

    …cazzo c’hai preso…

    …FRusinate che non sei altro…

    P.S.: dai, non può esse che non ci riesci… :D

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