Archivio di novembre 2008

Non semplicemente un anno insieme.

mercoledì 19 novembre 2008

Noi a Parigi

Si tratta di qualcosa di molto di più.
Si tratta di un risveglio, più di una rinascita, un vero e proprio battesimo di vita.

Ti ho incontrata, e la mia vita, la mia persona, ogni aspetto di me si è purificato, si è ripulito dalle brutture che c’erano.
Ed è iniziato di nuovo tutto.
Ed ho scoperto che tutto, ora, siamo noi.

L’ho intuito subito, l’ho capito poco dopo, lo vivo ogni giorno: con te non bastano parole del tipo “mi completi” o “tiri fuori il meglio di me“, che pure ho usato (abbiamo usato), con tutto l’amore e la gioia che ho.
No, non bastano, perché tu, noi, siamo al di sopra di ogni nome e parola.
Siamo al di sopra perché “siamo” come pochi riescono ad essere.
A prescindere da tutto, dalle contingenze, dalla vita che non va sempre come vogliamo.

Il nostro amore è immenso, maturo, sembra esistere da quando esistono gli alberi.
Quante volte ce lo siamo detto: sembra che in un modo o nell’altro ogni evento della nostre vite ci abbia preparato al nostro grande piccolo incontro su quei due sedili di autobus, che chissà quante storie hanno ascoltato.
Ogni cosa.
E sono giunto a te, pronto finalmente a vivere sul serio.

E per nessuno dei due ha avuto importanza il passato, abbiamo preferito guardarci negli occhi. E abbiamo vinto la vita.
Non ci siamo posti problemi, limitazioni, repressioni.
Mai.

E se c’erano paure, a volte anche di lasciarsi andare, le abbiamo affrontate, finalmente, come mai abbiamo fatto in vita nostra.

Perché siamo grandi.

E se le cose non sono sempre andate come volevamo…abbiamo lottato.
E siamo addirittura stati capaci di soccorrerci quando ci siamo scagliati l’uno contro l’altra.

Tra noi la parola ‘scusa‘ non serve“.
Sei speciale.

Un anno con te.
Un anno fa il gatto blu, che ieri sera è stato tanto contento di vederci, e ora…ah, ora quante cose!
I nostri sogni che piano piano si realizzano.
Sabato ne avremo di motivi per sorridere, eh stellina mia?
E lo urleremo al mondo, alle persone che ci amano, e gioiranno con noi.
E sarà un’altra delle millemila gioie.

E saremo sempre forti, come siamo, e nulla potrà vincerci.

Noi, con amore.

E i giorni insieme saranno tanti e belli quanto lo sono i nostri baci, i nostri sguardi, le volte che ci prendiamo per mano: e diverranno non solo anni, non solo una vita, ma la nostra piccola e infinita parte di eternità.

Buon anniversario margheritafolle.
TUO,
giopasso.

Pietre di scandalo

venerdì 14 novembre 2008

Telefono Donna

La parola “scandalo” deriva dal greco skàndalon, che significa “ostacolo, inciampo“.
Ogni tanto è bene ricordare il significato originario delle parole.

Perché ciò che ci scandalizza ci blocca, ci fa cadere dalle nostre posizioni (solo in seguito questo termine ha assunto altri significati).
E quando si inciampa…spesso si cade con la faccia avanti, si cade dalle nostre “altezze” e si ricorda una cosa fondamentale: siamo tutti sullo stesso piano, ovvero terra terra.

Oggi leggo su repubblica.it questo articolo.
Un manifesto, iniziativa di Telefono Donna per la Giornata contro la violenza sulle donne, ne sono pronti 500 a Milano, ma al Comune qualcuno non gradisce.

C’è polemica? Viene boicottato? E io lo pubblico.

“…L’assessore comunale all’Arredo urbano, Maurizio Cadeo, è contrario.
E spiega: “Non so se ho gli strumenti per negare gli spazi, ma ne respingo totalmente il contenuto che offende la nostra tradizione cristiana. Pongo il problema politico e ne informerò il sindaco: chiederò a telefono Donna di ritirare il manifesto”. …”

Offende la tradizione cristiana.

Tradizione.
Cristiana.

Vorrei che Gesù fosse qui per scrivere un commento di risposta (anzi, gli cederei volentieri la stesura del post).
Immagino che non avrebbe belle parole, un po’ come quando gli sono girate le palle e ha cominciato a cacciare usurai e mercatari dal tempio (grande).
Blasfemo? Sono blasfemo? Ho detto qualcosa di falso? No.

E nemmeno questo manifesto è blasfemo, secondo me.

Stiamo parlando di una cosa troppo seria.
E non parliamo di tradizione (il cristianesimo NON E’ una tradizione, casomai ci sono cresciute attorno tradizioni come erbe parassite, se è per questo non doveva nemmeno essere una religione, nelle parole di quell’uomo che uccidiamo ancora al pari di altri milioni di uomini, donne e bambini ogni giorno).
Se vogliamo, anzi, quell’uomo si è identificato in tutte le sofferenze, di uomini, donne e bambini.
E lo ha detto esplicitamente.
E non solo detto, ma non sono qui per fare teologia, non ne sono capace e comunque non ne ho intenzione.

Certe sensibilità vigliacche e bigotte vanno combattute con armi adeguate.
Stiamo parlando di violenza, VIOLENZA della più becera, della più vigliacca e subdola.
E questo manifesto coglie nel segno.

Intendiamoci, ci sarebbero stati tanti modi, altrettanto scandalosi ed efficaci, per lanciare questo messaggio.
Ma in Italia, nella nostra italietta (povera Italia!) bigotta, vigliacca e cattolica dell’ultima ora…non poteva esserci modo migliore (con tutto il rispetto per chi ha vera fede).

Mi si fa giustamente notare che se ci fosse stato il classico occhio di donna con la lacrima e una rosa sotto…bello…ma chi l’avrebbe notato?

E le donne continuano a pagare per i “peccati” (le BESTIALITA’) di tanti uomini.
Come Gesù ha pagato la sua verità, la sua coerenza.
Come Ghandi ha pagato il suo amore combattivo.
Come in Angola un uomo (pagato una miseria) trafitto in un incidente dalla leva del cambio del camion che guidava soffre e rischia la morte per non essere accettato negli ospedali in quanto povero (sì, in Angola, ne ho avuto testimonianza diretta) e paga i “peccati” di questo sistema deviato, becero, vigliacco, umiliante e disumanizzante.
Come tante donne vedono morire i propri figli dopo averli nutriti con un certo latte in polvere diluito in acqua infetta (altra non ce n’è) convinte da altri che il loro latte è contaminato (!!!).

Come ogni giorno tanti pagano soffrendo per i “peccati” altrui.
E tra tutti questi… le donne.
No, non sto facendo ideologia.
Parlo di esseri umani, come me, come voi.
Perché non ci si può rifugiare dietro una tradizione quando un messaggio colpisce nel segno.
Non ci si può rifugiare dietro le “sensibilità offese“: si parla di sensibilità, anzi di più, ben più che offese.

Si parla di umanità disumanizzata, di persone ridotte ad oggetto.
E sì, è colpa di tutti noi, uomini e donne, troppo spesso, della nostra indifferenza.
Più che persone…struzzi, a volte.

E allora ben venga un messaggio del genere.
Rispetto, nel nome della Vita (non di “tradizioni“, religioni incensate o ideologie bigotte), rispetto.

E basta cazzate, basta parole.
Iniziamo a sostenere chi ha il coraggio di denunciare…e iniziamo sul serio a bloccare e punire chi “pecca”.

Tutto il mio sostegno a Telefono Donna, nel mio piccolo.
Grazie, perché c’è tanto bisogno di persone come voi.

Buona Vita.
Giovanni.

Cogli l’attimo

mercoledì 12 novembre 2008

gallinaro.jpg

Altrimenti detto “Carpe Diem“.
Oggi più che mai.
Perché la vita è diventata più frenetica, anzi un vero casino.
Credo dipenda dal fatto che sono (siamo) cresciuti, siamo diventati grandi.

E diventare grandi significa ahinoi troppo spesso rendersi schiavi.
Ci pensavo l’altro giorno.
Ero venuto in ufficio in giacca e cravatta (ma in jeans) per una riunione.
Tornato a casa dalla mia margheritafolle ero a disagio, e ci ho messo poco a capire perché.
Chia’…a volte non so se la cravatta simbolizzi una corda , o peggio ancora (!) un guinzaglio“.

Il problema più grande è che nel marasma di “dovere” e “è così…” ecc ecc si perde la spontaneità, anzi, peggio ancora (sembra una gara dei peggio) la follia!

E questa follia mi è tornata in mente, viva la vita che c’è, proprio ascoltando i Pink Floyd, Pulse per la precisione.

Sono al lavoro, scrivo di straforo ogni tanto nascondo questa finestra.
Ufficio nuovo, più formale, ecc ecc…eppure niente, non ci sono riuscito.
L’assenza da questo blog è solo un sintomo di un’assenza da troppe altre cose.
Io e la margherita abbiamo subìto e subiamo tuttora un tentativo di fagocitamento dalle ansie di questa vita.
Certo, non si possono eliminare, ma si possono combattere, e vincere piegandole al nostro dovere.

Sì che si può, e se la pensate diversamente…fareste meglio a guardare a voi stessi e al vostro grande problema, piuttosto che puntare il dito verso chi “osa” (e me ne frego se si tratta di un termine fascista).

- Per inciso, ricordo una frase pronunciata dal dottore in “Veronika decide di morire”, di Paulo Coelho: “Il problema è in tutto: tutti sognano, pochi osano, così gli altri si sentono codardi, e si fanno forti del loro numero“. Diceva più o meno così –

E ascoltando questa musica mi riapproprio di me (di te, di noi) ancora una volta: di nuovo vinco, vinciamo,e trovo il coraggio, la tempra per cogliere l’attimo, e scrivere.

Perché questo scrivere è una grande cosa, solo chi è folle può capire.

E sorrido mentre lo faccio per millemila motivi.

Perché un anno fa frequentavo una margheritina…tra pochi giorni festeggeremo il nostro 365esimo giorno speciale insieme (davvero le “forme” si disperdono nella gioia del “giorno per giorno”).

Abbiamo vinto Chia’, vinciamo ogni giorno!

Gioisco perché la metereopatia cede il passo alle cose belle oggi.

E si ricomincia ad ascoltare musica, la nostra musica.
E si ricomincia a suonarla, per te, con te, per noi e per chi verrà un giorno.

Vi voglio raccontare un simpatico aneddoto che mi riguarda, per salutarvi.

Tempo fa insegnavo in un istituto tecnico, in un corso regionale pomeridiano di informatica.
Una classe di diavoli quell’anno, che ha seguito un’altra classe di diavoli (mi spiego: IO HO AMATO QUEI DIAVOLI).

Un giorno spiegavo quella palla di argomenti (quanto li capisco…) e uno mi lancia una simpatica sfida: mentre spiego, sfoglia un giornaletto porno.

Io faccio finta di nulla, volevo vedere a che punto sarebbe arrivato.

La sua soddisfazione voleva essere quella di ridere assieme alla classe nel momento in cui l’avessi sgamato, e io invece niente.

Insomma, arriva il momento in cui non ce la fa più, si alza, apre il giornale in una pagina in cui c’era la foto di un (gradevole) fondoschiena, e tenendolo in alto con le mani fa:

Professo’…spiegaci questo, no ’ste lagne…

Non mi scompongo e rispondo:

Beh…Io non ho nessun problema a spiegarlo…solo che…cioè…io quello lo conosco benissimo, e credo lo conoscano tutti qui dentro…com’è che te lo devi ripassare così spesso???“.

C’è mancata solo la standing ovation.

Lui diventa verde, poi rosso e poi scoppia in una risata meravigliosa, che ricordo ancora, mette sotto il banco il giornaletto e segue la lezione.

Capite ora perché HO VOLUTO BENE a quei ragazzi?

Gracias a la vida, porqué me ha dato tanto…
Gracias a ti, margheritaloca

Joao.