Pensierini sciolti di un nevrotico che da “vittima” rischia di trasformarsi in carnefice (ovvero la storia di un po’ tutti noi).
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Sono incazzatissimo…possibile che non capiscano? Sono fatto così.
SONO IO. Con pregi (pochi ma buoni) e difetti (tanti e cattivi).
Riprendo il controllo di me.
Cacchio è più difficile di quanto pensassi…ma è così.
E poi lei mi ama così come sono.
A dispetto dei miei difetti, delle mie nevrosi, delle mie debolezze, delle mie pippe mentali…DEVO SMETTERLA DI AVERE SMANIE DI PERFEZIONE E ONNIPOTENZA!
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Da qualche giorno decido di non prendere l’autobus dalla metro al lavoro: mi sono reso conto che ci metto meno tempo a piedi (15 minuti), ci guadagno in salute, scende la mia pancia (che pure è “da passeggio” e piace tanto alla mia donna) e il giorno è più bello.
Ieri ne approfitto per telefonare a Gilberto.
Attraverso sulle strisce.
Un “gentil guidatore” inchioda per farmi passare, con uno sguardo che mi ha fatto immaginare dolci parole.
Un altro, ancor più gentile, lo sorpassa A DESTRA e inchioda più del primo, quasi mi investe.
Racconto la cosa a Gilberto in tempo reale.
Ah…quando ho iniziato ad attraversare, ovviamente la strada era sgombra, e i suddetti guidatori erano lontani, molto lontani.
Ah, dimenticavo, si tratta della Tiburtina.
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Alla stazione Tiburtina c’è una donna senza tetto.
Alle volte la trovo a dormire, altre volte seduta, sguardo perso, nella sua enorme stazza, a fumare una sigaretta, il volto sporco e scuro, e la morte negli occhi.
Stamattina un conte, figlio di contessa, quindi, ben vestito, insomma, un bravo ragazzo qualunque con cappottino e sciarpa annodata a modo…carino…le passa vicino e urla “SVEGLIA!”.
Poi, da vero uomo, si guarda intorno con sorriso intelligente e compiaciuto, e affretta il passo per disperdersi nella folla.
Quante carezze gli avrei dato…
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Stamattina vedo una due donne e un bambino.
Vestite normali.
Nessun segno particolare.
Gente comune, il bimbetto era una pagnottina in un piumino rosso col cappuccio.
E zompetta, mentre entrano tutti insieme in un grosso cancello dove c’è scritto “Ingresso colloqui familiari”.
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Ho lo stomaco gonfio.
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Io e la margheritafolle stiamo per sposarci.
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E stiamo per comprare una macchina, e sarà bellissima e SCELTA DA NOI.
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Stanotte ho dormito 4 ore e mezza circa.
E male.
Ma ho portato avanti un lavoro.
E ne ho concluso un altro che dovevo fare gratuitamente, ma non ho saputo gestire.
Uhm…a soldi funziono…a gratisse non sempre…L’importante è che poi sono andato a dormire tra le braccia della mia principessa, che mi ama.
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La mia margherita è sempre presente nei miei pensieri, anche nei pensierini sparsi.
Margheritina, ti amo da impazzire!
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Infine, stamattina al lavoro trovo questo video su repubblica, poi recuperato su youtube e subito postato.
Mi ha fatto venire in mente che non siamo un cazzo.
Siamo una puzzetta nell’universo.
Ma è bellissimo così, sapere che non sei niente, che tutto esiste, sempre è esistito e sempre esisterà, e puoi prendere parte a tutto questo, perché sei un pezzetto d’eternità.
Tutto esiste, a prescindere dalle cazzate, piccole e grandi.
E in questo tutto che esiste…noi.
Buona visione, buona vita…e sfanculate il resto.
Gio.
“L’importante è che poi sono andato a dormire tra le braccia della mia principessa, che mi ama”. Per quanto i pensieri possano essere sciolti, come dopo un’abbuffata di cioccolata, l’importante è avere una colonna di cemento armato che regga ogni costruzione, bella o brutta che sia la costruzione.
Se rimane la colonna portante (ognuno ha la sua), ogni muro spazzato via dall’impeto della bufera può essere ricostruito.