Una giornata particolare: do ut des (ut do)…sirene…
So che è scortese aver fretta dopo tanto silenzio, ma ho tanto da fare oggi, e da sorridere, quindi cercherò di essere breve
Insomma l’altro giorno vado alle Poste, per spedire 2 raccomandate e pagare un bollettino: 2 cose diverse da fare…2 bigliettini. Tralascio la lunghezza delle file, mi dedico al mio giardino zen mentale.
A un certo punto però, appena preso il bigliettino, vedo una signora, anzi una ragazza della mia età , confusa, con una carrozzina, che fa per prendere anche lei un bigliettino a casaccio.
L’istinto prevale e le faccio “…scusi…prenda il mio, io ne prendo un altro, se le può essere utile”.
Lei sorride, ringrazia, e dice che doveva solo chiedere informazioni.
Bien, buona azione quotidiana fatta, ora posso anche spaccare il mondo (si fa per dire).
Pettino il terriccio del mio giardino zen…e ad un certo punto vedo una signora attempata, un po’ una Moira Orfei, gentile, carina e acchittata, che gira con un bigliettino, della serie C, una delle mie, con numero inferiore.
La ignorano per chissà quale istinto di protezione, come fosse una matta infetta, ero sbalordito, lei girava dicendo “…a qualcuno serve questo? A me non serve più…ma insomma…voglio darvi un numero inferiore…possibile che nessuno lo voglia?”
Oh, mi avvicino.
“Signora, a me farebbe comodo, sicura che a lei non serva?”
“No, a me no, dovevo solo chiedere informazioni, ma fa troppo caldo e devo tornare a casa se no mi sento male”.
Sorrido, ringrazio, e mi trovo 2 biglietti per una fila e uno per un’altra.
Figo.
Ma non finisce qua: entra un tizio, moooolto dopo di me, e prende un numero alla macchinetta per la fila che dovevo fare io, per la quale avevo 2 biglietti.
Vedo il suo numero, che sta tipo una decina di numeri dopo il mio doppione più alto (mado’, pareva una briscola ’sta fila) e gli faccio “…può farle comodo?”
Lui guarda e fa “Come no! Oddio…grazie…è che so’ pure cardiopatico..non ce la faccio co’ ’sto caldo”
In effetti colorito e sudore non promettevano bene.
Conclusione della mattinata: fila recuperata, solo un’oretta per fare ben 2 cose distinte, e passeggiatina per tornare a casuccia.
POMERIGGIO: gita al pronto soccorso.
Sì sì, con tanto di ambulanza e sirena.
Non scendo nei dettagli, ma ho avuto brutte conseguenze per le medicine  (tante, troppe e tremende) coinvolte nella mia cura per le emicranie: tutta roba legale che fa più e peggio di tanta roba illegale.
Mi contorco e alla fine al pronto soccorso faccio conoscenza di alcuni infermieri, medici, e sopratutto il primario: persone SPE-CIA-LI, gente di cuore e capace che si ritrova a lavorare in una struttura limitatissima-
Eppure…danno il meglio.
Cercando di sdrammatizzare, sostenendoti, guardandoti negli occhi, cogliendo le tue paure, prendendosi tempo per ascoltarti e facendoti andare via curato nel corpo e nell’animo.
Insomma raga’…che giornata!
Ah, io e la margherita la stiamo a fa’ grossa, per inciso.
Chow.

20 luglio 2009 alle 12:37
Ben Turnatu!
Quasi quasi aro il balcone!
Per la posta… anche se non sei possessore di postakazz puoi fare tutto ad un solo sportello (pagamenti vari & spedizioni varie)
Le file per i possessori di postakazz cmq sono + veloci… forse perchè non si perde tempo a dare i resti… mbhò!!!
Personalmente preferisco il BPOL (BancoPostaOnLine) che mi permette di pagare tutto sonnecchiando comodamente davanti al mio pocciotto. Purtroppo per una serie di bufere parafiscali… m’è tokkato ricalcare i paviventi di uffici ove avevo giurato di non mettere + zampa… Cmq mo tutto passato (spero-credo).
Passando a cose + duttilmente dilettevoli ma quanto sono belli i giardini zen-zen!!! Il mormorare dei ciotoli… il dolce rigore armonionoso delle linee, concentriche e non… ed il morbido contrasto fra il tenue pallore dei ciotoli e l’intenso verde delle piante…
21 luglio 2009 alle 11:53
21 luglio 2009 alle 15:22
Mah! Sii? Mah! Siiii!
Amareggiamoci pure! La vità a volte è così dolce da fare proprio skifo!
hua! hua! hua!