Archivio di agosto 2009

De anarchia

domenica 23 agosto 2009

Per un motivo o per un altro, ultimamene sono tornato a caccia dei significati delle parole.

Ce n’è una che di certo non si può racchiudere in un post, a malapena lo si fa in una vita intera: anarchia.

anarchia [a-nar-chì-a] s.f. (pl. -chìe)
1 Assenza di governo o di un’efficiente autorità di governo: il paese è caduto nell’a. ‖ estens. Confusione generale, grave disordine: in questa azienda regna l’a.” (fonte Hoepli).

Questo dice il dizionario. In entrambe le definzioni aleggia un connotato negativo: efficiente autorità di governo (senza la quale, evidentemente, regnerebbe il caos) e confusione…grave disordine.

Fin qui il senso comune ci fa dire “…ok, quindi?”.

Il sottoscritto però è un po’ stronzetto su queste cose, e si chiede se l’anarchia sia davvero quello che si pensa, o meglio se questa parola sia stata usata finora onesatamente (e non ho detto correttamente, notare).

Mi ci fa fatto pensare un gatto oggi, dopo pranzo.

Caldo pomeriggio estivo, domenica, io e margheritafolle abbiamo appena finito di pranzare. Lei torna a sfaccendare, io indugio un pochino sul balcone prima di tornare dentro.

All’inizio è un’ape, a dire il vero, ad attirare la mia attenzione: volteggia calma e decisa qua e là alla ricerca dei nostri vasi di fiori, tolti qualche giorno fa (per migliori cure a casa dei genitorisuoceri).

Sola, nel vuoto (quanto deve essere grande quell’altezza per lei!), impavida, dedita al suo lavoro: vivere.

Scende giù e…toh, tra le terpaglie di un giardino condominiale incolto, un gatto che dorme. Eccolo.

E chi l’ammazza, si dice da queste parti.

Solo, senza scrupoli, anche lui gusta il suo momento: l’erba come materasso, le sterpaglie incolte per la frescura…e abbastanza vicino al marciapiede per prendersi una carezza gratuita, se arriva, se no fa lo stesso.

Non so descrivervi quello che ho pensato, troppo difficile davvero.

Però mi sono reso conto, come citato in “American Beauty”, di quanta bellezza ci sia nel mondo.

Tutto funziona, a prescindere da tutto: eccola qui, l’anarchia.

E la natura, a pensarci bene, è forse l’entità più anarchica che sia mai esistita: vive, si evolve, senza governo.

Badate, ho detto senza governo, non senza leggi, con tutto il limite che anche la parola “leggi” ha (dopotutto siamo noi che individuiamo delle leggi per capirla, questa natura).

Fatto sta, il giardino è incolto, frutto della disorganizzazione organizzata di un condominio tutto umano: il resto, gatto, api e sterpaglie, funzionano a meraviglia.

Mi fermo, non saprei continuare, ma vi dico che è stupefacente di quanto si possa trovare in un giardino incolto, un’ape e un gatto.

Viva l’anarchia, allora, e che vi accompagni nei cuori.

Gio.