De anarchia

Per un motivo o per un altro, ultimamene sono tornato a caccia dei significati delle parole.

Ce n’è una che di certo non si può racchiudere in un post, a malapena lo si fa in una vita intera: anarchia.

anarchia [a-nar-chì-a] s.f. (pl. -chìe)
1 Assenza di governo o di un’efficiente autorità di governo: il paese è caduto nell’a. ‖ estens. Confusione generale, grave disordine: in questa azienda regna l’a.” (fonte Hoepli).

Questo dice il dizionario. In entrambe le definzioni aleggia un connotato negativo: efficiente autorità di governo (senza la quale, evidentemente, regnerebbe il caos) e confusione…grave disordine.

Fin qui il senso comune ci fa dire “…ok, quindi?”.

Il sottoscritto però è un po’ stronzetto su queste cose, e si chiede se l’anarchia sia davvero quello che si pensa, o meglio se questa parola sia stata usata finora onesatamente (e non ho detto correttamente, notare).

Mi ci fa fatto pensare un gatto oggi, dopo pranzo.

Caldo pomeriggio estivo, domenica, io e margheritafolle abbiamo appena finito di pranzare. Lei torna a sfaccendare, io indugio un pochino sul balcone prima di tornare dentro.

All’inizio è un’ape, a dire il vero, ad attirare la mia attenzione: volteggia calma e decisa qua e là alla ricerca dei nostri vasi di fiori, tolti qualche giorno fa (per migliori cure a casa dei genitorisuoceri).

Sola, nel vuoto (quanto deve essere grande quell’altezza per lei!), impavida, dedita al suo lavoro: vivere.

Scende giù e…toh, tra le terpaglie di un giardino condominiale incolto, un gatto che dorme. Eccolo.

E chi l’ammazza, si dice da queste parti.

Solo, senza scrupoli, anche lui gusta il suo momento: l’erba come materasso, le sterpaglie incolte per la frescura…e abbastanza vicino al marciapiede per prendersi una carezza gratuita, se arriva, se no fa lo stesso.

Non so descrivervi quello che ho pensato, troppo difficile davvero.

Però mi sono reso conto, come citato in “American Beauty”, di quanta bellezza ci sia nel mondo.

Tutto funziona, a prescindere da tutto: eccola qui, l’anarchia.

E la natura, a pensarci bene, è forse l’entità più anarchica che sia mai esistita: vive, si evolve, senza governo.

Badate, ho detto senza governo, non senza leggi, con tutto il limite che anche la parola “leggi” ha (dopotutto siamo noi che individuiamo delle leggi per capirla, questa natura).

Fatto sta, il giardino è incolto, frutto della disorganizzazione organizzata di un condominio tutto umano: il resto, gatto, api e sterpaglie, funzionano a meraviglia.

Mi fermo, non saprei continuare, ma vi dico che è stupefacente di quanto si possa trovare in un giardino incolto, un’ape e un gatto.

Viva l’anarchia, allora, e che vi accompagni nei cuori.

Gio.

8 Commenti a “De anarchia”

  1. cristina scrive:

    …e dire che avresti voluto fare il pizzaiolo|

  2. viola scrive:

    Che meraviglioso post caro Giovanni…che bella questa visione dell’anarchia..

  3. Michelangelo Frati scrive:

    Ciao Giuvà :-)
    Sono Michelangelo di Vitrociset…non sò se ti ricordi(venivo spesso a pranzo con te e Corrado).
    Ogni volta che ti leggo,riesci a sollevarmi dallo sconforto, che a volte(e solo a volte) mi pervade lasciando la mia anima di un colore….grigiastro!
    Quindi apro il tuo blog,lo leggo e come per magia torna subito verde :-)
    Grande Gio…continua così

  4. johnny doe scrive:

    Latua è una bella descrizione poetica dell’anarchia e tale la considero,dal lato appunto poetico.Non vorrei incautamente distruggere questa idillica visione,ma la natura,che per un verso sembra così anarchica,dall’altro è governata da leggi ferree,una gabbia a cui è difficile sfuggire.Appunto le leggi naturali,invariabili ed invalicabili,come quelle che governano l’ape.Qualche rara volta qualcosa sfugge dalle strette maglie e diventa un mutante e di conseguenza anarchico,magari quel gatto dormiente e sognante.
    La natura,questa grande ingannatrice ed illusionista,ma che tutto sommato,con le sue bellezze ci rende dolce pure l’inganno.

  5. Giovanni scrive:

    Ciao Johnny, prima di tutto grazie per la visita ed il commento :)

    Non distruggi niente, anzi…
    L’anarchia secondo me non è devianza, anzi, è la visione con le leggi più ferree: quelle che non hanno bisogno di essere formulate in quanto il loro rispetto è innato.
    L’anarchico non è deviato, è anzi posato, autoregolamentato, ferreo.
    L’anarchico che non lo è…non è anarchico :)

    Ma si gioca di parole, di logica, e va bene così.

    Voglio condividere con te una frase del mio amico d’infanzia Gilberto: “Tutto è relativo, possiamo parlarne per ore, ma questo non ti esonera dal prendere una tua posizione, e renderla la tua verità”.

    A presto e grazie ancora! :)

  6. johnny doe scrive:

    E’ un concetto di anarchia un po’stiracchiato,ma pertinente dato che anarchia non vuol dire anomia,anche in campo più strettamente umano e sociale.Già Bakunin lo sottolineava.Comunque preferisco il lato poetico in questo caso.Il discorso sulla natura si farebbe troppo lungo e non è qui il caso di affrontarlo.Anche la frase finale è condivisibile,nel senso che per esempio,sono secoli che non si riesce a definire la bellezza (sarà pur un concetto relativo a popoli e luoghi diversi),ma quando la vedi ,dovunque la riconosci.
    Bye
    johnny doe

  7. giovanni scrive:

    “…quando la vedi, dovunque la riconosci”.
    Non potevi scrivere qualcosa di più vero e bello al riguardo.

    Mi sa tanto che siamo un po’ colleghi di studi, io e te…con questo parlare di anomia…Bakunin…
    Spero che tu abbia avuto più successo di me nel metterli in pratica :)

    L’importante è dire “…che vita!”.

    No?

    Grazie di nuovo :)

  8. johnny doe scrive:

    Beh,cerco di pensare al di fuori di ogni dogma precostituito senza riguardi per nessuno.
    Se ho un pregiudizio è contro gli ipocriti e i moralisti da cortile,che purtroppo oggi imperversano,e contro i cosidetti “buoni e giusti” che tali non sono.
    Se siamo colleghi di studi,mi fa piacere,nel blog ho postato alcuni scritti sul pensiero anarchico,almeno come lo intendo io.

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