Serata preludio di notte insonne (spero ancora di no).
Emicrania latente, naso parzialmente e fastidiosamente chiuso.
Non riesco a leggere oltre il mio libro del momento, perdo tempo davanti allo schermo.
Faccio l’ennesimo punto sulla mia vita – lavorativa – e mi ritrovo a iniettarmi la mia dose della buonanotte di incazzature e invettive verso il sistema sbagliato, l’Italia retrograda…l’estero che è meglio…ecc ecc…
Poi mi viene in mente lui, fugace conoscenza mai – purtroppo – approfondita, anche se non è mai troppo tardi, mi viene da dire.
Inciampo in un post sulla felicità, ispirato ad un monologo di Fabio Volo.
“Cos’è la felicità per voi?”.
Raccolgo la sfida, chiudo gli occhi della mente per un istante e in dubbio ma autentico italiano scrivo parole che mi scaldano il cuore. E lo ringrazio.
“Felicità per me è la mia bambina, che scopro d’improvviso a fissarmi mentre parlo al telefono o con mia moglie. Che non può parlare eppure ferma il tempo. Che ferma le mie parole, qualunque esse siano, e mi ricorda che esisto.
Felicità per me è il suo sguardo fisso, puro, intenso, carico come un sapore intenso, come il sole che ti entra nella pelle e la abbronza, come lo schiaffo di un dio a cui segue una carezza.
Felicità è la sua prima sillaba, in labiale, duramente, fortemente, tenacemente prodotta alla vista di me, solo per me, gigante strano e familiare, che l’ha baciata tra guancia e tempia al suo quarto/quinto respiro su questo mondo, ancora bagnata di vita.
Felicità è quello che ho detto oggi a mia moglie, compagna dal cuore immenso:”…La cosa bella è che, qualunque cosa accada, per quanto sia dura una giornata, alla fine siamo sempre noi, noi TRE.”.”
E ora sono io a chiederlo: e per voi, cos’è la felicità?