Sul perdono

perdonoIl perdono è spesso l’indicatore della vigliaccheria di chi lo riceve.

Certo non è facile tornare dopo mesi di silenzio con una frase del genere, ma era troppo importante.

Pensateci su, immaginate una situazione come quella che segue.
Avete appena fatto del male ad una persona.
Ora, non importa quanta intenzione ci abbiate messo.
Che siate delle persone stronze e senza scrupoli che fanno del male gratuitamente, che siate in piena confusione e le parole vi escano di bocca senza che ve ne rendiate conto e non comprendiate il loro vero peso se non dopo che i bollori siano passati…insomma, vi siete trovati a fare del male.

Per di più, lo avete fatto a chi farebbe di tutto per voi, sacrificherebbe qualunque cosa.

Lo avete fatto.

Che succede? Spesso segue silenzio, con vari goffi tentativi di capire, e soprattutto di proporre/imporre le proprie ragioni.
Silenzio.

Ad un certo punto la solita vocina, quella che si potrebbe a ragione chiamare Dio, o coscienza, o quel che vi pare, non vi parla sulla spalla con l’aspetto di un chierichetto in gonnella o di un maniaco attillato in rosso, bensì suggerisce poche e semplici parole: “mi dispiace davvero, non so che dire, ma ti chiedo scusa”.

Che poi basterebbero anche solo le ultime tre.
No no, non è la soluzione più facile e vigliacca, no, il meglio deve ancora venire.

E certo, perché d’istinto capite che si tratta della soluzione migliore, eppure…niente, la lingua si inchioda all’orgoglio, e non le dite.

Ma c’è di più.

Quella vocina, impertinente e tenace, vi suggerisce qualcosa di ancora più scandaloso: l’altra persona, dietro il suo aspetto offeso e dispiaciuto, vi ha già perdonato, ed è pronta a dimostrarvelo, non a parole, se solo glie ne date la possibilità.

Ecco, volevo arrivare qui.

Ora, il problema non è solo l’orgoglio, ma il sapere che siete già stati perdonati, e vi sentite vigliacchi.
Perché? Ma è semplice: l’altra persona è già andata talmente oltre da aver fatto uno dei più grandi atti d’amore, e aver risolto una situazione che nemmeno nottate di spiegazioni, libri, trattati di morale o discussioni a più voci potrebbero risolvere.

BAM.

Finito tutto, e voi vi trovate soli, tenacemente aggrappati alle vostre “ragioni” e via dicendo.

E per qualche istante, qualche lungo istante, non ce la fate proprio a dire “ti chiedo scusa”, proprio perché l’altra persona è lì pronta, senza malizia, a stroncare quelle parole con un gesto, uno sguardo, qualcosa di minimo ed immenso, a segno di un sentimento che nemmeno il male che è più male potrebbe minimamente scalfire.

Alla fine, dopo quei lunghi istanti lo dite, “ti chiedo scusa”, e ricevete il perdono.

Tremendo eh?
Ti fa capire quanto sei piccolo, quanto idiota è l’orgoglio, ma soprattutto quanto non esistano problemi che la semplicità devastante dell’amore non possa risolvere, senza analizzare, senza capire, scomporre e ricomporre.
Annullando, in pace.

Mi torna in mente il film “Schindler’s List”: l’ufficiale che faceva tiro a segno dalla finestra riceve una lezione sul “perdono” che un herr Shindler gli propone per salvare delle vite, proponendogliele come un atto di potere.

Lui va in bagno, il bambino ha lasciato un alone nella vasca da bagno che stava pulendo, lui fa per picchiarlo e poi, ricordando quelle parole, lo perdona, come farebbe un imperatore austro-ungarico, e lo manda via.

Poi un lampo, la coscienza della sua piccolezza, di quel perdono finto che lo smaschera, e lo rende nudo e verme a sé stesso, non regge e spara dalla finestra a quel bambino.

Sappiamo dalla storia e dal film quanto poco lontano (grazie alla vita) sia arrivato questo inutile essere.

Finisco qua, aggiungendo un “grazie” a chi sa perdonarmi, piccolo piccolo, come me.

E dopo mesi dico ancora “…CHE VITA!”, con il pugno serrato, per non far scivolare via la fede.

fruttuosi minuti di inattività

L’inattività di un server può essere molto fruttuosa.
Vi spiego.

Periodo densissimo, pieno di cose belle e pieno di tanto stress che ti fa svalvolare per un niente.

Il matrimonio che organizzi con il cuore pieno di gioia, la cosa più bella che ti sia mai capitata, i pensieri, i desideri, e quegli occhi che ti guardano proprio come quella sera.

Gli impegni, le settimane che sono sempre o troppo corte o troppo lunghe e ti ritrovi a dire “…ca**o…mi sono dimenticato di chiamare…che figura…”, cosa ormai all’ordine del giorno.
Poi però ti rendi conto di quante altre cose sei riuscito a fare.

La macchina nuova da andare a ritirare, ma l’assicurazione da sistemare prima (sìsìsì…la vedrete presto :D non l’assicurazione, sciocchini).

E questo…e quello…e la camera da letto da rigirare (“altrimenti dormo sul divano…”, no no, la margherita è incantevole, sono i miei mal di testa che non lo sono, né per me né per lei).

Che c’entra con il server? Aspe’…!

E il web, amato, odiato, tediante, imponente ed entusiasmante.
E Librofaccia, tanto odiato (eppur ci sono), che proprio non ci sto…no, non ci sto!

E la voglia di riprendersi l’angolo di web perso: e il blog…e flicchèrr…

E ci arrivo.
Ti rendi conto che stai un po’ fulminato e ti torna la voglia di essere quel Gio che tante ne ha combinate e raccontate.
Perché ho tanto da raccontarvi, mado’ quanto…quel Gio che la margheritina leggeva tutto d’un fiato mentre lui guidava per Trento partendo da Roma alle 20.40 (sic!).

Insomma si blocca per l’ennesima volta il server su cui sto lavorando.
“…tra una decina di minuti tornerà attivo”.
E torno al mio microblog appena aperto…

…TA-DAAAA….HO APERTO UN MICROBLOG!!! …che microvita!(come avrebbe potuto chiamarsi?).

Figo, simpatico.
Perché?
Per scriverci pensieri volanti, ripostare immagini velocemente, scrivere come sto…insomma, creare una specie di Librofaccia ripulito, funzionante e con il senso del blogging.
Fatto sta che m’ha datto un pretesto per scrivere di nuovo qui.

E come vedete non ho perso il vizio di scrivere a braccio.

Voglio ricominciare a raccontarvi, farvi vedere, tediarvi, stimolarvi, farmi amare/odiare (basta che non sia indifferentare) da ognuno di voi.

Che vita ragazze/i, che vita…

Hasta la noticia!
Giorgheritofolle

P.S.: stamattina multa sventata dopo ramanzina di vigilessa intenerita (spero) dai miei occhioni stile gatto degli stivali di shreck. Se poi mi arriva la multa…c@##$$%$%£&!!!!