Albero di Natale…e Albero a Natale!!!

E ci siamo fatti il NOSTRO splendido regalo di Natale.
Nostro.
Bellissimo.

Eravamo in un negozio di arredi in stile etnico, qui a Roma, ad un certo punto mi giro e lo vedo.
Rimango folgorato.

Non so cosa ci vedo, ma credetemi, è stato qualcosa di immenso.

La margheritina segue il mio sguardo dagli occhi e arrivando a destinazione dice “che bello…“.
Quindi l’idea:” E se invece di farci 2 regalini…ci regaliamo qualcosa insieme, per la nostra – NOSTRA – casa?”.
La risposta è stata identica, nello sguardo al “…e me lo chiedi?” di Lisbona.

Oggi lo abbiamo preso.
Lo abbiamo trasportato a fatica, nella nostra Ciociaruno.
E’ bellissimo, l’albero più bellissimo del mondo.
Pieno di frutti fantasiosi, di stelle, il nostro albero della vita.

Buon albero a tutti.
Buona vita a tutti.
E perché no…buon Natale a tutti voi!

Giopasso.

“…eccoti, sei tornato…”

Concedimi qualche momento di serietà, dopotutto ai seri si concede qualche momento di follia…“.E me l’ha detto con uno sguardo disarmante.

Ieri è stata per me una giornata di risveglio, anche se travagliato.
Mal di testa come pochi, ma almeno dopo una serata di divertimento memorabile.
Alla sera eravamo da soli, in silenzio, il dolore era ormai un ostinato debole intruso consapevole della sua imminente dipartita.Io e lei, soli con noi stessi, fermi, e d’un tratto un sorriso piega di nuovo la mia bocca, e intanto si diradavano come la nebbia al sole i ricordi delle lacrime, della rabbia, delle liti…

…eccoti, sei tornato…” ed ho capito che ero tornato davvero.
E ricomincia a parlare il Giovanni delle serate in cui ci si perde per Roma…di quelle musicali mezze indiane cantando sul tappo della benzina…il Giovanni vero che la margheritafolle ha donato a sé stessa, a lui e al mondo intero.

Sì, sono tornato, ci sono sempre stato, anche se nascosto, perché tu mi sei stata vicina“.

Ho capito molte cose, ho fatto un altro giro di boa, e ora i miei muscoli sono più forti.

Poi quello sguardo, per lei inconsapevole, che mi mette ancora di più a nudo.

… perdonami, mi sconvolgi… mi stai facendo quello stesso sguardo che la sera del gatto blu mi ha fatto dire tutte quelle cose…“.

Giovanni è tornato, criptico e felice, carico e deciso, folle e romantico, con tante novità.

Giovanni e Chiara iniziano un nuovo cammino insieme, cercano casa, progettano il loro matrimonio, sognano i loro figli, e lo fanno in maniera totale.

E non importano le discussioni, lo stress, il traffico, le opinioni di persone pure importanti, la religione con tutte le sue “forme”, contiamo solo noi.

Punto.

Ed è questa la nostra felicità, che è aperta, totale, vogliosa di essere condivisa, eppure protetta dagli attacchi - sicuramente inconsapevoli – di certe “ragioni”, di certe “forme” mai esistite che però al dunque riemergono, frutto di modi di pensare che per quanto in buona fede, semplicemente non ci appartengono.

Nulla ci attaccherà, nulla potrà intaccare quello che siamo, perché io e te siamo io e te, e basta.

Chiara, voglio vivere la mia vita con te.

In te.

In noi.

Giopasso.

P.S.: il video che vi propongo l’ho trovato per caso oggi, mi è tanto piaciuto…

Il senso delle parole

 diario

Non lo aggiorni più il tuo blog…mi spiace…“.

Queste parole mi sono risuonate all’improvviso.

Sono sull’autobus che mi riporta a casa.
Concentrazione, per favore su queste parole.
Perché per quanto possano sembrare semplici e banali, nascondono una serie di novità, di rivoluzioni…

AUTOBUS.
Un autobus nuovo, un percorso mai fatto prima. Detta così…dice poco.

RIPORTA.
Da dove? Dal lavoro.

OK, smetto di giocare. Ho cambiato un po’ di cose nella mia vita lavorativa.
Eh sì, perché ad un certo punto diventa un dovere verso sé stessi, verso la vita e le persone che si amano, alzare la testa.
Perché bisogna sempre crecere..sì, bella frase, ma riempiamola: si cresce, si ama, si hanno nuovi desideri, e si comincia a piegare le cose per segire il cuore, che da un (bel) po’ di tempo (ormai) ha cominciato a dettare legge.

E che legge…la più bella che abbia mai seguito.

Così, a dispetto delle urla, del timore diffuso, dell’incognita costituita da questo mondo bislacco…ho dato una svolta alla mia vita lavorativa.

E mi sono messo di nuovo in gioco, stavolta per il traguardo più bello della mia vita.

CASA.
Potrei aggiungere “mia“: non sbaglierei, ma sarei scandalosamente incompleto.

“Nostra” è la parola giusta.

Io e la margheritina abbiamo fatto il PRIMO GRANDE SALTO, e ora viviamo mano nella mano.
Cosa aggiungere? Nulla per ora, ogni cosa la aggiungeremo noi giorno per giorno.

Eccolo, stellina mia, è tornato il tuo Giopasso che scrive e ti fa trascorrere giornate in sua compagnia anche quando non è connesso.

Caro mondo, mi spiace solo che tu non possa ricevere da queste parole il piacere di questa matita morbida che si consuma su carta di riso…

Grazie vita: ora davvero comincio a ringraziarti sul serio.