Le foto di Lisbona!

Ebbene sì, eccole!!!
Cliccate sulla foto qui su e cominciate a sfogliare :D

Queste ve le regalo così, con poche parole, con la bocca silenziosamente sorridente e con il cuore pieno di felice baccano!!!

Lisbona.
Un viaggio nato così, a istinto.
Siamo in auto, momento di silenzio, prima il rosso, scatta il verde, giro a destra…risalgo passando davanti alla stazione Tuscolana.
Io “…andiamo a Lisbona?“.
La margheritafolle “…e me lo chiedi?“.

Non mi dilungo.
Sono poche foto, le poche decenti che sono riuscito a fare.
Godetevele.

Un abbraccio a tutte/i.
Giohappy :D

P.S.: ggghghghghg…

Riflessioni del 3 gennaio

Te e Lisbona dalla torre…

/* INIZIO DELLA PREMESSA

Allora, l'immagine è per farmi perdonare.
Avevo promesso un post con le foto di Lisbona, e invece ne è arrivato uno sul Nasale...Natale...
Le foto sono arrivate (a me e alla margherita), ce le siamo pappate, gustate, guardate, spalmate, risate e abbracciate.
E a voi niente ancora.
Esticazzi, direte.

Evvabbe', dico io, le avrete presto.
Intanto beccatevi 'sto mini-collage che ora è il mio sfondo desktop.
Che è? Lisbona dalla torre dell'ascensore.
Che è? Una cosa splendida che è a Lisbona.
E che c'entra? Lo so io e chi lo deve sapere.
Perché messi proprio così? Insomma la volete o no 'st'immagine?

FINE DELLA PREMESSA */

BUONGIORNO!!!
Che bello andare al lavoro così…
Scendo alla metro Bologna con la testa girata verso di te che mi guardi ancora dopo quel bacio che forse non voleva essere l’ultimo, come un bimbo che non ne ha mai abbastanza e hai voglia a dirgli che stasera ne avrà ancora, davanti a musica…davanti a birra…ad un tavolo con splendide persone…davanti a te
Scendo con la testa girata verso di te, e mi vedi tramontare dietro il muretto, e mi sorridi, e mi riempi.
Io, incurante delle insidie cittadine, degli infidi scalini, di quella tipa che sale e su cui mi stavo scaraventando con la mia “magra” mole.

Eh già, iniziassero tutte così le giornate…e intanto questa ci è iniziata, come altre!

L’inizio dell’anno mi fa sempre riflettere.
Più del Natale, più del compleanno, forse quanto uno specchio dopo una giornata cui applicare l’etichetta “che vita”.

E allora abbandono l’amarezza Natalizia (indotta, non voluta, dal sistema e dal profitto che bla bla bla…parolone parolone…supercazzole smidate a manturia…) per abbandonarmi al nuovo inizio.
Che poi per carità, pure il capodanno è parolone parolone manturia profitto…ma è più…come dire, politically correct.
Democratico, diciamo, ottimo per un democretino come me.
E se pure mi dichiaro sostenitore del capodanno ogni giorno…il nuovo inizio d’anno mi fa sempre riflettere.
E allora stamattina le mie mani scrivevano queste parole sotto forma di impulsi celebrali (o cerebrali? boh…mi pare cerebrali però) mentre ero ancora in Metro. La metro blu, che mi fa ancora controllare la fermata sia sull’adesivone scollato sulle porte, sia all’arrivo di ogni stazione, per sicurezza.

E se tempo fa tremavo dal tracollo…oggi tremo ancora di più, ma dalla gioia!!!E dalla tranquillità.
Tremare dalla tranquillità, pare una di quelle figure retoriche dal nome per me non ricordabile (sinapsi incompatibili) eppure è così.
E quella sera me l’hai detto “stai tremando…“, faceva freddo, ma non era per il freddo, ti dicevo cose che mi davano pace, eppure tremavo.
Bellissima la vita.

E oggi ho la mia vita tra le mani, e la giro, me la guardo, ti fo “…toh…guarda qua…” e tu “…daaai…gira un po’ così…che forte…CHE BELLO TUTTO CIO’” e ricambi facendomi vedere la tua…splendida

E ‘sta vita tutta mia ha luoghi nuovi, persone nuove, mille novità e una grande rivoluzione, e ora ha anche un albero di Natale sponsor, sì, quello con la stella rossa del Cremlino sulla cima, che sta sul frigorifero sbilenco al quale ancora non ci siamo decisi a donare una zeppetta nuova (manco a Natale…).

Mi guardo intorno, ci sono!!!
E guardo una nuova camera, che cambia sotto i miei occhi, mentre un fulmine sorridente con gli occhi che ti scompongono in mille luci (di cui una blu) corre qua e là perché è tardi ma non dimentica mai che non è mai tardi per darmi un sorriso.
E sorrido.

Già…dovresti proprio sorridere sempre…e io ce la metto tutta.
” …e ride!!!” e che devo fa’? hehehe…

E assisto a questo nuovo inizio, che è iniziato prima del capodanno, e tremo ancora a quel “…qualunque cosa sia…che sia con te”.

E lo gnomo pugliese mi prende a simpatia e si rivela nonostante di solito aspetti a farlo con le persone appena conosciute.
E mentre uno sta seduto in cucina si sente due mani che afferrano la pelata, e uno schiocco d’un bacio proprio dove la cute è più glabra.
E rido.
E ridiamo.
E lo so che sei espansivo, gnometto!

E l’altro gnomo marchigiano con divertito disappunto fa “…oh…ma perché è così?” guardandoti.
E ridi.

E c’è chi ancora non ci fucila nonostante il casino mentre dormiva…cacchio…manco avevamo bevuto, massa di tremendi che siamo, tutti quanti!

E il fratello margherito che portuguesa con migu che parlu sciempri lu solitu portuguesu sbilencu…

Ma la margherita che colora il mondo degli gnomi…ah, la margherita zia
Senza parole, a volte solo sguardi, che mi fanno toccare questa nuova vita, che vita (n’atra vooota…).

Sì sì, quest’anno è iniziato proprio bene.
Non avevo dubbi.
Ora che ci penso…non sono mai stato così a corto di dubbi in vita mia…
Sono al verde (VER-DEEE…na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na…VER-DEEE…).
Al verde di dubbi, di paure, di nervosismi, di bile, di fegato gonfio (felicemente normotrofico, ora).

E a breve musica, e aspettare maghetti…e abbassare la febbre di un computer…e l’IKEAe ancora e ancora e ancora

ECCHEBBELLO.

Viva il panettone nutella e panna (…e una “puzza” di prosecco, per gradire).

Buon anno a tutti.
Ma sì…abbondiamo…buona VITA a tutti.
Giopasso.

Un gatto blu

un gatto blu

Sono un gatto.

Sono nato come tutti i gatti, piccoli, morbidi, dicono belli, ma con una differenza, sono blu.

In un paese molto molto lontano scorrazzavo tra un guaio e l’altro, perché nessuno mi voleva, se non per curiosare in mezzo alla mia rada pelliccia.
Ma cosa sarà che lo rende blu?
Eppure ero blu come il cielo, piccolo e agile…forse era proprio questo il problema, ero piccolo, rimasto tale nonostante il tempo passato.
Non potevo difendermi…ed ero blu. Troppo, troppo strano e folle per essere amato…
Un giorno conobbi una gattina bianca, pelo morbido…lucido…setoso…tutti la cercavano, non per curiosare, ma per ammirarla, carezzarla con delicatezza.
Me ne innamorai all’istante.
I suoi occhi grigi mi scrutavano l’anima…lei bianca…grande…io piccolo…blu…non mi accorgevo, non vedevo che non mi voleva, che era solo curiosa, come tutti.
Sono blu come il cielo…non può non volermi…lei che è bianca come una nuvola

Un giorno presi coraggio e portandole in dono un boccone rubato ad un ristorante mi avvicinai per chiederle…no, non feci in tempo a parlare, che mi disse “come sei strano…come mai sei così brutto?“.
Strinsi i denti, in un ghigno tra l’amareggiato ed il sorridente.
Mi aveva fatto male, ma mi aveva illuminato: non sapeva nulla di me…poverina…non capiva…nonostante tutto quel tempo, il mio blu…il suo bianco…ne provai compassione, avrei voluto che provasse un bel sentimento, che si lasciasse andare.

Mangiai il boccone, fu un bel pasto, dopotutto, condito di consapevolezza.

Non mi preoccupava più nulla, alcune persone semplicemente non ce la fanno…sono imprigionate dalla loro “bellezza”…poverine…
Continuai a scorrazzare, stavolta in giro per il mondo, in cerca di conferme: non sia mai ad aver ragione…
Incontrai gatti verdi come l’erbaviola come i fiorirosa come la pelle di un bambino…ognuno con la sua storia, ognuno con una gattina bella ma insensibile…alcuni arrabbiati, altri in cerca come me…

Scoprii che il cielo poteva essere ovunque blu come me, e di tanti altri colori…in un posto, addirittura, a nord, in certi periodi dell’anno si riempie di luci morbide e sinuose che si muovono…sono rimasto un’eternità a contemplarlo…

Ma mi rimaneva una cosa: avevo capito, era tempo di agire, di creare.
Dovevo far nascere qualcosa di bello in questo strano mondo fatto di gatti belli ma vuoti, e di altri colorati ma esclusi.
Diventò il mio sogno.
Forse era questo che mi mancava…un sogno…a tutti gli altri mancava anche il desiderio di cercarlo…poverini…
Seguii una di quelle linee sinuose, quella che aveva il mio stesso colore, e quando finì continuai per quella direzione, sicuro che avrei trovato il luogo ed il modo per realizzarlo, questo mio sogno.
Non sapevo come, non sapevo nulla, ma avevo nel cuore questo desiderio, immenso…
Correvo, mangiavo bocconi fugaci e correvo…ed il cuore pompava forte sangue nelle mie zampe…e crescevo…crescevo…non ero più il piccolo gatto blu…crescevo a dismisura.
Sono nate leggende su di me, c’è chi mi ha visto passare di notte come un fulmine blu, ed ha pensato ad un visitatore dallo spazio (ma cosa inventa la genteperché non è capace di vedere un semplice gatto blu?).

Corro…corro…mi fermo.
Sono immenso, alto ormai quattro metri…le gambe lunghissime, il pelo rado…gelido, come il metallo
Tremo, conosco questo posto…questo paese…è quel paese molto molto lontano da cui sono partito…
Ora tutto è piccolo, ed io grande, sempre blu come il cielo.

Sono in una piazzetta, vicino ad una strada, immobile, di giorno osservo le persone che non mi riconoscono…ho scoperto che mi considerano una bizzarra ed inutile statua, ed io li prendo in giro divertito, assumendo posizioni a volte diverse (“Si è mosso?” “Ma no…che dici…è sempre stato in piedi…ehm…seduto…dai…andiamo via”) di notte a volte seguo di nuovo la direzione del raggio luminoso blu (ho trovato il mio amore, il cielo che ha il mio stesso colore…) altre volte rimango fermo ed aspetto.

L’attesa ha portato i suoi frutti.

L’altra notte due strani cuccioli escono da una scatola bianca e vengono verso di me.
Lui sembra un cagnolino, zompetta, abbaia, scodinzola…che buffolei non so perché ma mi ricorda una merendina
Lui dice “‘mmazza che brutto…“.
Sorrido, non mi ha notato…bene, vediamo che succede (ma ti sei visto?).
Lei ride, mi abbraccia, mi prende in giro…che tenerezza mi fa…(lei sì, carina).

Dalle mani del cagnolino escono strani bagliori…un mago? Cosa guardano tra le mani di lui, che ridono tanto? Eccola che torna…altro bagliore…guardano ancora…accidenti a me e alla mia identità nascosta…

Ma che buffi che sono…guarda come ridono…ma si rendono conto di quanto sono scemi?
Hahaha…quelle smorfie non riuscirei mai a farle…oddio quest’altra mi fa paura…
Mi ricordano me, quando ero un gattino…piccolo e fantasioso…folle e temerario…tenero e pauroso a volte…

Quasi quasi…

Devo ancora avere un po’ del mio raggio blu…un po’ di cielo dell’ultimo viaggio…mi stanno guardando…ridono…bene, è il momento.

Presi.

Non si sono accorti di nulla…ora parlano a bassa voce…
Forse ci sono riuscito davvero, forse ora tra tanti gatti strani e scoraggiati…tanti altri vuoti e vanitosi…tante urla e tanti colori stonati…un po’ di blu del gatto strano, folle e saggio, ha creato qualcosa di bello, di pulito, leggero, e morbido, come il cielo.

Ora sono felice.

Miao