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“…eccoti, sei tornato…”

lunedì 13 ottobre 2008

Concedimi qualche momento di serietà, dopotutto ai seri si concede qualche momento di follia…“.E me l’ha detto con uno sguardo disarmante.

Ieri è stata per me una giornata di risveglio, anche se travagliato.
Mal di testa come pochi, ma almeno dopo una serata di divertimento memorabile.
Alla sera eravamo da soli, in silenzio, il dolore era ormai un ostinato debole intruso consapevole della sua imminente dipartita.Io e lei, soli con noi stessi, fermi, e d’un tratto un sorriso piega di nuovo la mia bocca, e intanto si diradavano come la nebbia al sole i ricordi delle lacrime, della rabbia, delle liti…

…eccoti, sei tornato…” ed ho capito che ero tornato davvero.
E ricomincia a parlare il Giovanni delle serate in cui ci si perde per Roma…di quelle musicali mezze indiane cantando sul tappo della benzina…il Giovanni vero che la margheritafolle ha donato a sé stessa, a lui e al mondo intero.

Sì, sono tornato, ci sono sempre stato, anche se nascosto, perché tu mi sei stata vicina“.

Ho capito molte cose, ho fatto un altro giro di boa, e ora i miei muscoli sono più forti.

Poi quello sguardo, per lei inconsapevole, che mi mette ancora di più a nudo.

… perdonami, mi sconvolgi… mi stai facendo quello stesso sguardo che la sera del gatto blu mi ha fatto dire tutte quelle cose…“.

Giovanni è tornato, criptico e felice, carico e deciso, folle e romantico, con tante novità.

Giovanni e Chiara iniziano un nuovo cammino insieme, cercano casa, progettano il loro matrimonio, sognano i loro figli, e lo fanno in maniera totale.

E non importano le discussioni, lo stress, il traffico, le opinioni di persone pure importanti, la religione con tutte le sue “forme”, contiamo solo noi.

Punto.

Ed è questa la nostra felicità, che è aperta, totale, vogliosa di essere condivisa, eppure protetta dagli attacchi - sicuramente inconsapevoli – di certe “ragioni”, di certe “forme” mai esistite che però al dunque riemergono, frutto di modi di pensare che per quanto in buona fede, semplicemente non ci appartengono.

Nulla ci attaccherà, nulla potrà intaccare quello che siamo, perché io e te siamo io e te, e basta.

Chiara, voglio vivere la mia vita con te.

In te.

In noi.

Giopasso.

P.S.: il video che vi propongo l’ho trovato per caso oggi, mi è tanto piaciuto…

Buongiorno

giovedì 26 giugno 2008

cloud.jpgBuongiorno Paole’!
Come stai?
Stamattina, non so perché, ma ti ho pensato tanto, all’improvviso.
Ero da poco passato ai tornelli del nuovo ufficio, e t’ho pensato.

Giornata splendida quaggiù.
Un sole fantastico, prima che arrivi il caldo forte del pomeriggio si respira una bella aria, sai?
La mia fermata dell’autobus, poi, si trova proprio di fianco ad un piccolo mercato rionale. Arrivo, e mentre davanti a me ho macchine che passano strombazzanti e frenetiche, da dietro arriva ogni tanto un profumino di frutta fresca (pesche…banane…che buone…).
Proprio una bella giornata.

Sai Paole’? Sono andato a vivere con la mia ragazza.
Sì, lo so che non ce l’avevo prima, ma ora sì! M’hai conosciuto brutto e soloora sono sempre brutto, ma in bella compagnia :D
E che compagnia… E CHEBBELLA!
Pensa, è ciociara, come me e te, abbiamo vissuto anni e anni due vite parallele, anche frequentando gli stessi posti, e dove andiamo a beccarci? A PIU’ DI MILLE CHILOMETRI DI DISTANZA! Su un autobus a Barcellona.

Ma se po’?

Siamo andati a vivere insieme, e abbiamo tante cose per la testa.
Sì, hai capito bene, proprio quello.

Sì, e anche quelli.

Ecco, ora tu fai quella faccia col sorriso sornione a bocca un po’ aperta e io scoppio a ridere.
Sciocchino.

E poi ho cambiato lavoro.
Cioè, ho aumentato il lavoro.
Cioè, ho rivoluzionato.
Cioè sto facendo un casino (in bene) e piano piano sto facendo passi avanti e mi sto sistemando.

Dalle nostre parti ci sono tornato sempre meno.
La maestra Cristina ha nostalgia (sai com’è fatta), ogni tanto viene a trovarmi, con la truppa.
Sono venuti anche ieri: mi hanno prelevato al nuovo posto di lavoro.
Dice che quando sono uscito sembravo uno scolaro: zaino (col computer dentro) e panierino azzurro con cui mi porto il pranzo.

Sto leggendo un fumetto nuovo, sai?
GEA, di Luca Enoch.
Bellobbello.
Ma la cosa piubbellabbella è che la protagonista, Gea, appunto, è praticamente l’alter-ego della mia fanciulla (che si chiama Chiara :D ).

A te come va?
Ti penso spesso, mi riviene in mente quel pomeriggio passato insieme, con i tuoi amici, a casa tua.
So che loro sono tutti impegnatissimi, fanno mille e mille cose, organizzano e smuovono il mondo intero (tornei di calcetto…feste…) per stare tutti insieme, invitare nuova gente…pensando a te
Ma che splendidi amici che c’hai!!!
I tuoi non li vedo da un po’, così come il tuo fratellone (è un bel po’ che non lo sento suonare).

E insomma, Paole’…ci tenevo troppo a salutarti.
Stammi bene, stattene bello tranquillo, riposati e sorridi.

Ti abbraccio forte,
Giovanni.

Una colonna sonora…

martedì 20 maggio 2008

…tutta speciale!

Ascoltate questi ragazzi…sono bravissimi, e noi li conosciamo!!!

Abbracci immensi e buona vita,
Giovanni :)