Un gatto blu

un gatto blu

Sono un gatto.

Sono nato come tutti i gatti, piccoli, morbidi, dicono belli, ma con una differenza, sono blu.

In un paese molto molto lontano scorrazzavo tra un guaio e l’altro, perché nessuno mi voleva, se non per curiosare in mezzo alla mia rada pelliccia.
Ma cosa sarà che lo rende blu?
Eppure ero blu come il cielo, piccolo e agile…forse era proprio questo il problema, ero piccolo, rimasto tale nonostante il tempo passato.
Non potevo difendermi…ed ero blu. Troppo, troppo strano e folle per essere amato…
Un giorno conobbi una gattina bianca, pelo morbido…lucido…setoso…tutti la cercavano, non per curiosare, ma per ammirarla, carezzarla con delicatezza.
Me ne innamorai all’istante.
I suoi occhi grigi mi scrutavano l’anima…lei bianca…grande…io piccolo…blu…non mi accorgevo, non vedevo che non mi voleva, che era solo curiosa, come tutti.
Sono blu come il cielo…non può non volermi…lei che è bianca come una nuvola

Un giorno presi coraggio e portandole in dono un boccone rubato ad un ristorante mi avvicinai per chiederle…no, non feci in tempo a parlare, che mi disse “come sei strano…come mai sei così brutto?“.
Strinsi i denti, in un ghigno tra l’amareggiato ed il sorridente.
Mi aveva fatto male, ma mi aveva illuminato: non sapeva nulla di me…poverina…non capiva…nonostante tutto quel tempo, il mio blu…il suo bianco…ne provai compassione, avrei voluto che provasse un bel sentimento, che si lasciasse andare.

Mangiai il boccone, fu un bel pasto, dopotutto, condito di consapevolezza.

Non mi preoccupava più nulla, alcune persone semplicemente non ce la fanno…sono imprigionate dalla loro “bellezza”…poverine…
Continuai a scorrazzare, stavolta in giro per il mondo, in cerca di conferme: non sia mai ad aver ragione…
Incontrai gatti verdi come l’erbaviola come i fiorirosa come la pelle di un bambino…ognuno con la sua storia, ognuno con una gattina bella ma insensibile…alcuni arrabbiati, altri in cerca come me…

Scoprii che il cielo poteva essere ovunque blu come me, e di tanti altri colori…in un posto, addirittura, a nord, in certi periodi dell’anno si riempie di luci morbide e sinuose che si muovono…sono rimasto un’eternità a contemplarlo…

Ma mi rimaneva una cosa: avevo capito, era tempo di agire, di creare.
Dovevo far nascere qualcosa di bello in questo strano mondo fatto di gatti belli ma vuoti, e di altri colorati ma esclusi.
Diventò il mio sogno.
Forse era questo che mi mancava…un sogno…a tutti gli altri mancava anche il desiderio di cercarlo…poverini…
Seguii una di quelle linee sinuose, quella che aveva il mio stesso colore, e quando finì continuai per quella direzione, sicuro che avrei trovato il luogo ed il modo per realizzarlo, questo mio sogno.
Non sapevo come, non sapevo nulla, ma avevo nel cuore questo desiderio, immenso…
Correvo, mangiavo bocconi fugaci e correvo…ed il cuore pompava forte sangue nelle mie zampe…e crescevo…crescevo…non ero più il piccolo gatto blu…crescevo a dismisura.
Sono nate leggende su di me, c’è chi mi ha visto passare di notte come un fulmine blu, ed ha pensato ad un visitatore dallo spazio (ma cosa inventa la genteperché non è capace di vedere un semplice gatto blu?).

Corro…corro…mi fermo.
Sono immenso, alto ormai quattro metri…le gambe lunghissime, il pelo rado…gelido, come il metallo
Tremo, conosco questo posto…questo paese…è quel paese molto molto lontano da cui sono partito…
Ora tutto è piccolo, ed io grande, sempre blu come il cielo.

Sono in una piazzetta, vicino ad una strada, immobile, di giorno osservo le persone che non mi riconoscono…ho scoperto che mi considerano una bizzarra ed inutile statua, ed io li prendo in giro divertito, assumendo posizioni a volte diverse (“Si è mosso?” “Ma no…che dici…è sempre stato in piedi…ehm…seduto…dai…andiamo via”) di notte a volte seguo di nuovo la direzione del raggio luminoso blu (ho trovato il mio amore, il cielo che ha il mio stesso colore…) altre volte rimango fermo ed aspetto.

L’attesa ha portato i suoi frutti.

L’altra notte due strani cuccioli escono da una scatola bianca e vengono verso di me.
Lui sembra un cagnolino, zompetta, abbaia, scodinzola…che buffolei non so perché ma mi ricorda una merendina
Lui dice “‘mmazza che brutto…“.
Sorrido, non mi ha notato…bene, vediamo che succede (ma ti sei visto?).
Lei ride, mi abbraccia, mi prende in giro…che tenerezza mi fa…(lei sì, carina).

Dalle mani del cagnolino escono strani bagliori…un mago? Cosa guardano tra le mani di lui, che ridono tanto? Eccola che torna…altro bagliore…guardano ancora…accidenti a me e alla mia identità nascosta…

Ma che buffi che sono…guarda come ridono…ma si rendono conto di quanto sono scemi?
Hahaha…quelle smorfie non riuscirei mai a farle…oddio quest’altra mi fa paura…
Mi ricordano me, quando ero un gattino…piccolo e fantasioso…folle e temerario…tenero e pauroso a volte…

Quasi quasi…

Devo ancora avere un po’ del mio raggio blu…un po’ di cielo dell’ultimo viaggio…mi stanno guardando…ridono…bene, è il momento.

Presi.

Non si sono accorti di nulla…ora parlano a bassa voce…
Forse ci sono riuscito davvero, forse ora tra tanti gatti strani e scoraggiati…tanti altri vuoti e vanitosi…tante urla e tanti colori stonati…un po’ di blu del gatto strano, folle e saggio, ha creato qualcosa di bello, di pulito, leggero, e morbido, come il cielo.

Ora sono felice.

Miao

De Matita Morbida.

pencil.jpg

Mi ci ha fatto pensare Daisy, ieri sera.

Tra le cose che ama (e quando dice che ama qualcosa…l’ama proprio) ha annoverato “Scrivere i propri pensieri con una matita morbida“.

Devo essere sincero, non l’avevo notato prima.
Mi ha colpito.

Abbiamo iniziato a parlare di matite…grafite…macchie sulle mani…e tuttora continuo a pensarci.
Come, ad una matita? Sì, ma ad una matita morbida.
Le compro anche io, sempre così, non altre.

Ho sempre amato scrivere con la matita, ma non ho mai pensato al perché.
Il contatto delle dita con il legno, per me sempre vivo, che prende il tuo calore, inala il respiro della tua pelle.

La punta ben temperata, potata, modellata, pronta, opaca, il legno attorno alla grafite prima chiaro e poi piano piano scuro, e poi chiaro ancora una volta ritemperata (un ciclo, come il giorno e la notte).

La grafite che colora la punta del medio e dell’anulare (ho uno strano modo, dicono, di impugnare matite e penne).

Il suo odore, non acre come l’inchiostro, ma morbido, minerale, presente.

E quando ti macchi le dita…sul momento non corri a lavarle, basta strofinarle un pochino, la macchia va via (tranne che vicinissimo all’unghia, di lato) e rimane l’odore, gradevole.

Ma soprattutto, la matita morbida è come una voce sincera: segue il timbro dei pensieri, senza tradirli, senza nasconderli.

Ricordo, rabbia, sorriso, riflessione, colpa…tutto si riflette in forme, tratti, pressioni sulla carta, briciole di grafite che creano piccole sbavature, parole incancellabili (anche passando la gomma, rimangono impresse) ed altre che vanno via senza lasciare traccia.

La matita morbida: un ricordo ritrovato.

Grazie :)

Giovanni of Ireland

giovanni_of_ireland.gif

Ieri Marta mi manda un sms “Ho saputo che l’Irlanda ha un nuovo cittadino onorario…bè…COMPLIMENTONI!”.

Non ci crederete mai ma…da martedì 23 ottobre 2007 il sottoscritto possiede la cittadinanza onoraria d’Irlanda, ed ha assunto il nome di “Giovanni of Ireland“.

Ok ok…detta così fa strano…ma state a sentire che meravigliosa serata ho passato!

Tutto inizia con un graditissimo sms di Marta “E’ tornato Bill!!!Tieniti pronto…“.
Ah Bill…fantastico irlandese con l’oceano negli occhi e l’abbigliamento che lo fa sembrare uscito da un film…che gioia rivederlo!

Giornata così così in ufficio, non poteva capitare in un momento migliore!

Torno a casa…avverto che tarderò…mi doccio…mangio…e mi presento. Sempre lì, da Francesco.
Hehehe…eccoli là…che tavolata…’mmazza oh…e tutta quella gente che non conosco?Fiiiiiico…

“Ciao Gio!!!” “Hi Giovanni!” “Gio allora, ti presento…” “Nice to meet you…oh…hi…well well…what a good company!…”.

Il mio inglese si fa strada dopo tanto torpore.

Sì…un aperitivo…come si chiamava?Ah, Spritz…Fritz…quello.

Si chiacchiera…si ride…la solita Marta carica tutti con la sua vitalità…che forte che è… :)

“Noi quasi quasi andiamo via…è tardino…” “anche io va…” “anche noi…”.

Rimaniamo io, Sergio, e i 5 irlandesi: la serata prende un’altra piega.

Si comincia a parlare, il mio inglese ormai non lo controllo più (cacchio…ma lo parlo allora!). Cosa fai di lavoro?…ah…web design…noi lavoriamo su Internet…commercio elettronico…ah figo…ti occupi di questo…accidenti che forte…dai, prendi una birra…quindi web…maddai?

Giovanni…secondo me tu arriverai a fare questoe questo…sei pieno d’entusiasmo!(io quasi mi commuovo, che belle persone…).
Ad un certo punto mi fanno “Vieni in Irlanda! Stai un po’…ti facciamo vedere come vanno le cose lì…magari ti viene qualche idea, ti può andare bene…”.

Vengo meravigliosamente circondato, da persone…da inviti… “Se non vieni però ci offendiamo!“.

A un certo punto li vedo parlare tra loro: li sento dire di me…del mio futuro soggiorno in Irlanda…si girano e fanno “Giovanni, abbiamo deciso di darti la cittadinanza onoraria irlandese“.

E mi sono ritrovato con le loro mani sulla testa, e Bill che mi dà la cittadinanza e mi benedice: dopo di questo un mare di abbracci e di sorrisi…

“Da oggi, sei Giovanni of Ireland!”.

Poi è la volta di Sergio: loro mettono le mani…”Giovanni, tu non la metti? Ora sei irlandese anche tu!“.
Sergio è stato insignito della cittadinanza del Donegal.
Mi guarda e mi fa “A pensarci…è incredibile!!!”.

Sorrisi, risate…poi Paul mi dice “Giovanni…che bella serata…ma sappilo, noi la prendiamo sul serio, davvero, ora tu hai dei fratelli in Irlanda, potrai sempre contare su noi, e mi raccomando, vieni a trovarci!”.

Mi sono quasi commosso.
Alla fine ci siamo salutati, con abbraccio… “God bless you Giovanni…” “God bless you guys…”.

Accompagnando Sergio a casa non facevamo che ridere e ripensare alla serata…a pensare a quando saremmo andati…

Il giorno dopo so che Bill ancora parlava di me, della serata… e io pensavo a loro…e la cosa mi ha alleviato l’ennesimo mal di testa che mi ha bloccato un’intera giornata.

E dopo di questo…come non dire “…CHE VITA!” ???

God bless you all, Irish brothers… :)
E voi, amici del blog :)

Yours,
Giovanni of Ireland.