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	<title>...che vita!</title>
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	<description>a volte l'importante è dirlo...</description>
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		<title>Le prime parole di stamattina</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;come ti senti?&#8230;&#8221;
Ancora sonnacchiosa, dopo che ieri ho avuto l&#8217;ennesimo attacco di emicrania.
Sottolineo, le primissime parole.
E non aggiungo altro.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;come ti senti?&#8230;&#8221;</p>
<p>Ancora sonnacchiosa, dopo che ieri ho avuto l&#8217;ennesimo attacco di emicrania.</p>
<p>Sottolineo, le primissime parole.</p>
<p>E non aggiungo altro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sul perdono</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ho imparato...]]></category>

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		<description><![CDATA[Il perdono è spesso l&#8217;indicatore della vigliaccheria di chi lo riceve.
Certo non è facile tornare dopo mesi di silenzio con una frase del genere, ma era troppo importante.
Pensateci su, immaginate una situazione come quella che segue.
Avete appena fatto del male ad una persona.
Ora, non importa quanta intenzione ci abbiate messo.
Che siate delle persone stronze e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-377" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; float: left;" title="perdono" src="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/perdono-300x199.jpg" alt="perdono" width="180" height="119" />Il perdono è spesso l&#8217;indicatore della vigliaccheria di chi lo riceve.</p>
<p>Certo non è facile tornare dopo mesi di silenzio con una frase del genere, ma era troppo importante.</p>
<p>Pensateci su, immaginate una situazione come quella che segue.<br />
Avete appena fatto del male ad una persona.<br />
Ora, non importa quanta intenzione ci abbiate messo.<br />
Che siate delle persone stronze e senza scrupoli che fanno del male gratuitamente, che siate in piena confusione e le parole vi escano di bocca senza che ve ne rendiate conto e non comprendiate il loro vero peso se non dopo che i bollori siano passati&#8230;insomma, vi siete trovati a fare del male.</p>
<p>Per di più, lo avete fatto a chi farebbe di tutto per voi, sacrificherebbe qualunque cosa.</p>
<p>Lo avete fatto.</p>
<p>Che succede? Spesso segue silenzio, con vari goffi tentativi di capire, e soprattutto di proporre/imporre le proprie ragioni.<br />
Silenzio.</p>
<p>Ad un certo punto la solita vocina, quella che si potrebbe a ragione chiamare Dio, o coscienza, o quel che vi pare, non vi parla sulla spalla con l&#8217;aspetto di un chierichetto in gonnella o di un maniaco attillato in rosso, bensì suggerisce poche e semplici parole: &#8220;mi dispiace davvero, non so che dire, ma ti chiedo scusa&#8221;.</p>
<p>Che poi basterebbero anche solo le ultime tre.<br />
No no, non è la soluzione più facile  e vigliacca, no, il meglio deve ancora venire.</p>
<p>E certo, perché d&#8217;istinto capite che si tratta della soluzione migliore, eppure&#8230;niente, la lingua si inchioda all&#8217;orgoglio, e non le dite.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più.</p>
<p>Quella vocina, impertinente e tenace, vi suggerisce qualcosa di ancora più scandaloso: l&#8217;altra persona, dietro il suo aspetto offeso e dispiaciuto, vi ha già perdonato, ed è pronta a dimostrarvelo, non a parole, se solo glie ne date la possibilità.</p>
<p>Ecco, volevo arrivare qui.</p>
<p>Ora, il problema non è solo l&#8217;orgoglio, ma il sapere che siete già stati perdonati, e vi sentite vigliacchi.<br />
Perché? Ma è semplice: l&#8217;altra persona è già andata talmente oltre da aver fatto uno dei più grandi atti d&#8217;amore, e aver risolto una situazione che nemmeno nottate di spiegazioni, libri, trattati di morale o discussioni a più voci potrebbero risolvere.</p>
<p>BAM.</p>
<p>Finito tutto, e voi vi trovate soli, tenacemente aggrappati alle vostre &#8220;ragioni&#8221; e via dicendo.</p>
<p>E per qualche istante, qualche lungo istante, non ce la fate proprio a dire &#8220;ti chiedo scusa&#8221;, proprio perché l&#8217;altra persona è lì pronta, senza malizia, a stroncare quelle parole con un gesto, uno sguardo, qualcosa di minimo ed immenso, a segno di un sentimento che nemmeno il male che è più male potrebbe minimamente scalfire.</p>
<p>Alla fine, dopo quei lunghi istanti lo dite, &#8220;ti chiedo scusa&#8221;, e ricevete il perdono.</p>
<p>Tremendo eh?<br />
Ti fa capire quanto sei piccolo, quanto idiota è l&#8217;orgoglio, ma soprattutto quanto non esistano problemi che la semplicità devastante dell&#8217;amore non possa risolvere, senza analizzare, senza capire, scomporre e ricomporre.<br />
Annullando, in pace.</p>
<p>Mi torna in mente il film &#8220;Schindler&#8217;s List&#8221;: l&#8217;ufficiale che faceva tiro a segno dalla finestra riceve una lezione sul &#8220;perdono&#8221; che un herr Shindler gli propone per salvare delle vite, proponendogliele come un atto di potere.</p>
<p>Lui va in bagno, il bambino ha lasciato un alone nella vasca da bagno che stava pulendo, lui fa per picchiarlo e poi, ricordando quelle parole, lo perdona, come farebbe un imperatore austro-ungarico, e lo manda via.</p>
<p>Poi un lampo, la coscienza della sua piccolezza, di quel perdono finto che lo smaschera, e lo rende nudo e verme a sé stesso, non regge e spara dalla finestra a quel bambino.</p>
<p>Sappiamo dalla storia e dal film quanto poco lontano (grazie alla vita) sia arrivato questo inutile essere.</p>
<p>Finisco qua, aggiungendo un &#8220;grazie&#8221; a chi sa perdonarmi,  piccolo piccolo, come me.</p>
<p>E dopo mesi dico ancora &#8220;&#8230;CHE VITA!&#8221;, con il pugno serrato, per non far scivolare via la fede.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>De anarchia</title>
		<link>http://www.chevita.it/index.php/2009/08/23/de-anarchia/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 13:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[ho imparato...]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un motivo o per un altro, ultimamene sono tornato a caccia dei significati delle parole.
Ce n&#8217;è una che di certo non si può racchiudere in un post, a malapena lo si fa in una vita intera: anarchia.
&#8220;anarchia [a-nar-chì-a] s.f. (pl. -chìe)
1 Assenza di governo o di un&#8217;efficiente autorità di governo: il paese è caduto nell&#8217;a. ‖ estens. Confusione generale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per un motivo o per un altro, ultimamene sono tornato a caccia dei significati delle parole.</p>
<p>Ce n&#8217;è una che di certo non si può racchiudere in un post, a malapena lo si fa in una vita intera: anarchia.</p>
<p>&#8220;<strong>anarchia </strong>[a-nar-chì-a] <span class="gram">s.f.</span> <span class="fless">(pl. <em>-chìe</em>)<br />
<span class="acc">1</span> Assenza di governo o di un&#8217;efficiente autorità di governo: <em>il paese è caduto nell&#8217;a. <span style="font-style: normal; ">‖ <span class="spec">estens.</span> Confusione generale, grave disordine: <em>in questa azienda regna l&#8217;a.&#8221; (fonte </em><em><a href="http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/anarchia.aspx?idD=1&amp;Query=anarchia&amp;lettera=A" target="_blank">Hoepli</a>).</em></span></em></span></p>
<p>Questo dice il dizionario. In entrambe le definzioni aleggia un connotato negativo: <em>efficiente</em> autorità di governo (senza la quale, evidentemente, regnerebbe il caos) e <em>confusione&#8230;grave disordine</em>.</p>
<p>Fin qui il senso comune ci fa dire &#8220;&#8230;ok, quindi?&#8221;.</p>
<p>Il sottoscritto però è un po&#8217; stronzetto su queste cose, e si chiede se l&#8217;anarchia sia davvero quello che si pensa, o meglio se questa parola sia stata usata finora onesatamente (e non ho detto correttamente, notare).</p>
<p><strong>Mi ci fa fatto pensare un gatto</strong> oggi, dopo pranzo.</p>
<p>Caldo pomeriggio estivo, domenica, io e margheritafolle abbiamo appena finito di pranzare. Lei torna a sfaccendare, io indugio un pochino sul balcone prima di tornare dentro.</p>
<p>All&#8217;inizio è <strong>un&#8217;ape</strong>, a dire il vero, ad attirare la mia attenzione: volteggia calma e decisa qua e là alla ricerca dei nostri vasi di fiori, tolti qualche giorno fa (per migliori cure a casa dei genitorisuoceri).</p>
<p>Sola, nel vuoto (quanto deve essere grande quell&#8217;altezza per lei!), impavida, dedita al suo lavoro: vivere.</p>
<p>Scende giù e&#8230;toh, tra le terpaglie di un giardino condominiale incolto, <strong>un gatto che dorme</strong>. Eccolo.</p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/riposino.jpg"><img class="size-medium wp-image-370 aligncenter" title="riposino" src="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/riposino-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: left;">E chi l&#8217;ammazza, si dice da queste parti.</p>
<p style="text-align: left;">Solo, senza scrupoli, anche lui <strong>gusta il suo momento</strong>: l&#8217;erba come materasso, le sterpaglie incolte per la frescura&#8230;e abbastanza vicino al marciapiede per prendersi una carezza gratuita, se arriva, se no fa lo stesso.</p>
<p style="text-align: left;">Non so descrivervi quello che ho pensato, troppo difficile davvero.</p>
<p style="text-align: left;">Però mi sono reso conto, come citato in &#8220;American Beauty&#8221;, di quanta bellezza ci sia nel mondo.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Tutto funziona, a prescindere da tutto</strong>: eccola qui, <strong>l&#8217;anarchia</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">E la natura, a pensarci bene, è forse l&#8217;entità più anarchica che sia mai esistita: vive, si evolve, senza governo.</p>
<p style="text-align: left;">Badate, ho detto senza governo, non senza leggi, con tutto il limite che anche la parola &#8220;leggi&#8221; ha (dopotutto siamo noi che individuiamo delle leggi per capirla, questa natura).</p>
<p style="text-align: left;">Fatto sta, il giardino è incolto, frutto della disorganizzazione organizzata di un condominio tutto umano: il resto, gatto, api e sterpaglie, funzionano a meraviglia.</p>
<p style="text-align: left;">Mi fermo, non saprei continuare, ma vi dico che è stupefacente di quanto si possa trovare in un giardino incolto, un&#8217;ape e un gatto.</p>
<p style="text-align: left;">Viva l&#8217;anarchia, allora, e che vi accompagni nei cuori.</p>
<p style="text-align: left;">Gio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una giornata particolare: do ut des (ut do)&#8230;sirene&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 10:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[iniziamo...]]></category>

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		<description><![CDATA[
So che è scortese aver fretta dopo tanto silenzio, ma ho tanto da fare oggi, e da sorridere, quindi cercherò di essere breve  
Insomma l&#8217;altro giorno vado alle Poste, per spedire 2 raccomandate e pagare un bollettino: 2 cose diverse da fare&#8230;2 bigliettini. Tralascio la lunghezza delle file, mi dedico al mio giardino zen [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/immag074.jpg"><img class="size-medium wp-image-363 alignnone" title="Poste Italiane" src="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/immag074-300x240.jpg" alt="" width="210" height="168" /></a></p>
<p><a href="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/immag074.jpg"></a>So che è scortese aver fretta dopo tanto silenzio, ma ho tanto da fare oggi, e da sorridere, quindi cercherò di essere breve <img src='http://www.chevita.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Insomma l&#8217;altro giorno vado alle Poste, per spedire 2 raccomandate e pagare un bollettino: 2 cose diverse da fare&#8230;2 bigliettini. Tralascio la lunghezza delle file, mi dedico al mio giardino zen mentale.</p>
<p>A un certo punto però, appena preso il bigliettino, vedo una signora, anzi una ragazza della mia età, confusa, con una carrozzina, che fa per prendere anche lei un bigliettino a casaccio.</p>
<p>L&#8217;istinto prevale e le faccio &#8220;&#8230;scusi&#8230;prenda il mio, io ne prendo un altro, se le può essere utile&#8221;.</p>
<p>Lei sorride, ringrazia, e dice che doveva solo chiedere informazioni.</p>
<p>Bien, buona azione quotidiana fatta, ora posso anche spaccare il mondo (si fa per dire).</p>
<p>Pettino il terriccio del mio giardino zen&#8230;e ad un certo punto vedo una signora attempata, un po&#8217; una Moira Orfei, gentile, carina e acchittata, che gira con un bigliettino, della serie C, una delle mie, con numero inferiore.</p>
<p>La ignorano per chissà quale istinto di protezione, come fosse una matta infetta, ero sbalordito, lei girava dicendo &#8220;&#8230;a qualcuno serve questo? A me non serve più&#8230;ma insomma&#8230;voglio darvi un numero inferiore&#8230;possibile che nessuno lo voglia?&#8221;</p>
<p>Oh, mi avvicino.</p>
<p>&#8220;Signora, a me farebbe comodo, sicura che a lei non serva?&#8221;</p>
<p>&#8220;No, a me no, dovevo solo chiedere informazioni, ma fa troppo caldo e devo tornare a casa se no mi sento male&#8221;.</p>
<p>Sorrido, ringrazio, e mi trovo 2 biglietti per una fila e uno per un&#8217;altra.</p>
<p>Figo.</p>
<p>Ma non finisce qua: entra un tizio, moooolto dopo di me, e prende un numero alla macchinetta per la fila che dovevo fare io, per la quale avevo 2 biglietti.</p>
<p>Vedo il suo numero, che sta tipo una decina di numeri dopo il mio doppione più alto (mado&#8217;, pareva una briscola &#8217;sta fila) e gli faccio &#8220;&#8230;può farle comodo?&#8221;</p>
<p>Lui guarda e fa &#8220;Come no! Oddio&#8230;grazie&#8230;è che so&#8217; pure cardiopatico..non ce la faccio co&#8217; &#8217;sto caldo&#8221;</p>
<p>In effetti colorito e sudore non promettevano bene.</p>
<p>Conclusione della mattinata: fila recuperata, solo un&#8217;oretta per fare ben 2 cose distinte, e passeggiatina per tornare a casuccia.</p>
<p>POMERIGGIO: gita al pronto soccorso.</p>
<p>Sì sì, con tanto di ambulanza e sirena.</p>
<p>Non scendo nei dettagli, ma ho avuto brutte conseguenze per le medicine  (tante, troppe e tremende) coinvolte nella mia cura per le emicranie: tutta roba legale che fa più e peggio di tanta roba illegale.</p>
<p>Mi contorco e alla fine al pronto soccorso faccio conoscenza di alcuni infermieri, medici, e sopratutto il primario: persone SPE-CIA-LI, gente di cuore e capace che si ritrova a lavorare in una struttura limitatissima-</p>
<p>Eppure&#8230;danno il meglio.</p>
<p>Cercando di sdrammatizzare, sostenendoti, guardandoti negli occhi, cogliendo le tue paure, prendendosi tempo per ascoltarti e facendoti andare via curato nel corpo e nell&#8217;animo.</p>
<p>Insomma raga&#8217;&#8230;che giornata!</p>
<p>Ah, io e la margherita la stiamo a fa&#8217; grossa, per inciso.</p>
<p>Chow.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marzo???</title>
		<link>http://www.chevita.it/index.php/2009/07/16/marzo/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 12:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;cioè&#8230;è da MARZO che non scrivo???
BESTEMMIA!!!
Allora, vi dico solo che tra non molto vi racconto della stramba giornata di ieri.
Ora scappo&#8230;appiuttardi!!!
Chow
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;cioè&#8230;è da MARZO che non scrivo???</p>
<p>BESTEMMIA!!!</p>
<p>Allora, vi dico solo che tra non molto vi racconto della stramba giornata di ieri.</p>
<p>Ora scappo&#8230;appiuttardi!!!</p>
<p>Chow</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Non sto più nero!</title>
		<link>http://www.chevita.it/index.php/2009/03/31/non-sto-piu-nero/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 15:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[iniziamo...]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto per la cronaca  
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per la cronaca <img src='http://www.chevita.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Oggi sto nero.</title>
		<link>http://www.chevita.it/index.php/2009/03/24/oggi-sto-nero/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 13:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[ho imparato...]]></category>
		<category><![CDATA[perle]]></category>
		<category><![CDATA[piangere]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma proprio nero nero.
Per la serie la giornata di ieri va alla grande e poi una puttanata te la fa andare storta.
Per la serie che ti svegli la mattina stanco morto, del tipo doposbornia, e devi attraversare uscire alla penombra di un grigio mattino per buttarti VOLONTARIAMENTE nella gomorra del traffico per raggiungere un posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma proprio <strong>nero nero</strong>.</p>
<p>Per la serie la giornata di <strong>ieri </strong>va <strong>alla grande </strong>e <strong>poi una puttanata </strong>te la fa andare storta.<br />
Per la serie che <strong>ti svegli </strong>la mattina stanco morto, del tipo doposbornia, e devi attraversare uscire alla penombra di un <strong>grigio </strong>mattino per buttarti VOLONTARIAMENTE nella <strong>gomorra </strong>del traffico per raggiungere un posto <strong>che non vuoi raggiungere</strong>.<br />
Per la serie che durante il tragitto <strong>non spiccichi parola </strong>con la persona che ami (e a dire il vero manco lei ne spiccica, almeno è reciproca&#8230;).<br />
Per la serie, insomma, che l&#8217;unica citazione che ti viene in mente è: &#8220;<em>&#8230;potrebbe piovere!</em>&#8220;.</p>
<p>Per farla breve, ero <strong>vicino allo scoccare della seconda ora di traffico </strong>- e qui faccio un inciso, ero QUASI ALLA SECONDA ORA DI TRAFFICO <strong>ALLE NOVE DEL MATTINO</strong>, ma non in un traffico qualunque&#8230;nooo&#8230;nel traffico maleducato, panzone, ruttante, vomitevole, apatico, inutile, nevrotico, acido, perfido, bastardo e figlio di puttana di questa troia di città che è Roma &#8211; quando <strong>il tempo si ferma</strong>.</p>
<p><strong>Tum</strong>.</p>
<p>Fa quasi rumore, mi sembra.</p>
<p>Il <strong>silenzio </strong>intendo. <strong>Non sento più nulla</strong>.</p>
<p>Non le persone in terza fila stretta con le auto contromano che litigano su chi debba passare&#8230;non la radio che rumoreggia con lo stile di uno sfintere&#8230;<strong>non sentivo ormai nemmeno più le mie imprecazioni</strong>, le mie incazzature che ormai sfogavo in tutta solitudine (almeno la margherita se l&#8217;è scampata).</p>
<p>Insomma, nel <strong>nero </strong>più nero, nel <strong>grigio </strong>del giorno vedo qualcosa di pazzesco, o di follesco&#8230;fate voi.</p>
<p><strong>Una donna</strong>, sulla sessantina. Un po&#8217; trasandata, ma solo per vita quotidiana, non era di sicuro una persona sciatta.<br />
Aveva una busta della spesa in mano, e camminava.<br />
Che vi devo dire&#8230;<strong>nel suo genere era bellissima</strong>.<br />
<strong>Rugosa</strong>, un po&#8217; <strong>piegata </strong>dagli anni, <strong>capelli bianchissimi </strong>medio-lunghi <strong>increspati </strong>da probabili liti con la spazzola e con la moda, e <strong>due occhi </strong>tagliati&#8230;o meglio <strong>intagliati</strong>, come nel legno.<br />
Cazzo&#8230;cammina cammina a un certo punto, sul ponte della nomentana ad altezza piazza Sempione <strong>si ferma</strong>, si accosta alla ringhiera e <strong>sorride guardando in alto</strong>.</p>
<p><strong>Comincia a parlare</strong>, <strong>a dialogare </strong>direi.<br />
Non so spiegarvelo&#8230;<strong>immaginatela </strong>mentre incontra una persona che non vede da tempo, alza la testa, la guarda negli occhi, socchiusi per il sole (che non c&#8217;era), annuisce, parla, risponde, ascolta, sorride di nuovo&#8230;poi fa altri 2 passi, e quindi ricomincia, come se qualcuno le avesse dato una notizia&#8230;o che so detto una battuta.</p>
<p>Tutto questo guardando <strong>vecchissimi, immensi e verdi alberi</strong>.<br />
Non so se mi sono spiegato&#8230;non parlava con nessuno, davanti ai miei occhi.</p>
<p>Una donna che dialoga con gli alberi, mi mancava.</p>
<p><strong>La seguo con lo sguardo</strong>, e mi ritrovo in silenzio, nel silenzio.</p>
<p>Se ne va per la sua strada, e quando il traffico (mai così provvidenzialmente lento) mi impone di tornare sulla mia porca via&#8230;la immagino, dopo averla persa di vista, tornare a casa, sistemare la spesa nella dispensa, sorridere e parlare, e a questo punto non importa con chi.</p>
<p><strong>Come mi sono sentito?</strong><br />
<strong>Frastornato</strong>, silenzioso, <strong>vuoto</strong>, <strong>bambino</strong>, stronzo, sbronzo, leggero, <strong>inutile</strong>, morbido, <strong>assonnato</strong>, narcotizzato, <strong>felice</strong>.<br />
<strong>Ma sopratutto</strong>, di fronte ad una donna così, piccola, vecchia, rugosa, piegata, e matta&#8230;<strong>mi sono sentito pazzo.</strong><br />
<strong>E </strong>dicendo pazzo <strong>lo dico nel peggiore dei termini.</strong> Pazzo, fuso, idiota, imbecille, anormale.<br />
Davanti a quella donna, <strong>mi sono sentito disumano.</strong></p>
<p>Sono arrivato al lavoro, non parlo quasi con nessuno, se non per due riunioni lampo del cacchio.</p>
<p>Sono sempre tanto arrabbiato, stanco, ma non mi arrendo.</p>
<p><strong>C&#8217;è qualcosa che non mi torna, e che prima mi tornava.</strong> Mi sono perso qualche pezzo per strada&#8230;ancora non ho capito se devo tornare indietro e cercare o trovare il guasto e ripararlo con il fil di ferro e tirare dritto.</p>
<p>Non lo so, ma devo ritrovare un paio di cosette, e farle vedere anche a lei, che è la sola a potermi capire.</p>
<p><strong>Che la vita me la mandi buona,</strong> nuda e cruda com&#8217;è, perché di metafisico m&#8217;è rimasto ben poco (e per tanti versi&#8230;meglio così).</p>
<p>Buona vita a tutti, <strong>sopratutto a me e alla margherita.</strong></p>
<p>Gio</p>
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		<title>La primavera è arrivata&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 12:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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&#8230;ma ben pochi se ne rendono conto.
Allora, che sia arrivata non si può negare.
Certo a singhiozzi, un giorno sì e 8 no&#8230;ma ne ho le prove, raccolte (scattate) ad un incrocio nella grigia capitale qualche giorno fa.
Il contrasto sta nel fatto che mentre la natura ricomincia a svegliarsi, sbadiglia, si stiracchia, sorride, chiacchiera&#8230;comincia a far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/immag016.jpg"><img src="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/immag016-300x225.jpg" alt="" title="primavera" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-347" /></a><br />
&#8230;ma ben pochi se ne rendono conto.<br />
Allora, che sia arrivata non si può negare.<br />
Certo a singhiozzi, un giorno sì e 8 no&#8230;ma ne ho le prove, raccolte (scattate) ad un incrocio nella grigia capitale qualche giorno fa.</p>
<p>Il contrasto sta nel fatto che mentre la natura ricomincia a svegliarsi, sbadiglia, si stiracchia, sorride, chiacchiera&#8230;comincia a far caciara&#8230;le persone sono sempre le stesse, gelide, zitte sopratutto (tranne alcuni).</p>
<p>Stamattina in particolare l&#8217;ho notato.<br />
Nella calca della Tiburtina un tizio sulla quarantina suona con una tastiera un motivo raggae, e canta in inglese con una voce baritona da paura che non gli procura successo solo perché evidentemente è nato al posto sbagliato nel momento sbagliato.<br />
Eppure, cacchio, sorride sempre.<br />
E&#8217; come se ci mettesse tutto, TUTTO, in quella musica.<br />
Ogni tanto prendo una monetina, glie la do, mi prendo in giro, prendo in giro pure lui, anche se senza malizia&#8230;e aggiungo una stretta di mano, un &#8220;gimme five&#8221; al volo, passando, mentre la monetina ancora cade nella custodia aperta della tastiera.<br />
Giorni fa addirittura saltava mentre cantava, sorrideva, l&#8217;ho sempre visto sorridere.</p>
<p>Bene, bello.<br />
Arrivo alla mia stazione, e scendo.<br />
Calca, tanta.<br />
Ma stamattina la cosa è più inquietante.<br />
Non ci crederete ma&#8230;TUTTI, DICO TUTTI ERANO IN SILENZIO!<br />
Immaginate, stazione, già scura di suo, e le uniche cose che senti sono il crepitio dei passi sul pavimento e il soffio dei freni del treno.<br />
E basta.<br />
Ma proprio basta, non un bisbiglio, non una parola tra persone palesemente insieme, e tutti a testa bassa, o comunque rivolta &#8220;altrove&#8221;, basta che non sia su un essere vivente (tutti tranne me, a quanto pare).<br />
M&#8217;ha fatto pensare tante cose, che non vi sto ad elencare.<br />
Alla fine, capendo che gli anni passano pure per me, mi sono detto &#8220;&#8230;a che punto siamo arrivati&#8230;&#8221;.<br />
Saremo(sarò) capaci(e) di reagire?</p>
<p>Bacieabbracci.<br />
Giotreno.</p>
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		<title>fruttuosi minuti di inattività</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 10:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ho imparato...]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[waefiawgfvbuiaw (pazzia)]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;inattività di un server può essere molto fruttuosa.
Vi spiego.
Periodo densissimo, pieno di cose belle e pieno di tanto stress che ti fa svalvolare per un niente.
Il matrimonio che organizzi con il cuore pieno di gioia, la cosa più bella che ti sia mai capitata, i pensieri, i desideri, e quegli occhi che ti guardano proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/gattino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-334" title="gattino" src="http://www.chevita.it/wp-content/uploads/gattino.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>L&#8217;inattività di un server può essere molto fruttuosa.<br />
Vi spiego.</p>
<p>Periodo densissimo, pieno di cose belle e pieno di tanto stress che ti fa svalvolare per un niente.</p>
<p>Il matrimonio che organizzi con il cuore pieno di gioia, la cosa più bella che ti sia mai capitata, i pensieri, i desideri, e quegli occhi che ti guardano proprio come quella sera.</p>
<p>Gli impegni, le settimane che sono sempre o troppo corte o troppo lunghe e ti ritrovi a dire &#8220;&#8230;ca**o&#8230;mi sono dimenticato di chiamare&#8230;che figura&#8230;&#8221;, cosa ormai all&#8217;ordine del giorno.<br />
Poi però ti rendi conto di quante altre cose sei riuscito a fare.</p>
<p>La macchina nuova da andare a ritirare, ma l&#8217;assicurazione da sistemare prima (sìsìsì&#8230;la vedrete presto <img src='http://www.chevita.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  non l&#8217;assicurazione, sciocchini).</p>
<p>E questo&#8230;e quello&#8230;e la camera da letto da rigirare (&#8220;altrimenti dormo sul divano&#8230;&#8221;, no no, la margherita è incantevole, sono i miei mal di testa che non lo sono, né per me né per lei).</p>
<p>Che c&#8217;entra con il server? Aspe&#8217;&#8230;!</p>
<p>E il web, amato, odiato, tediante, imponente ed entusiasmante.<br />
E Librofaccia, tanto odiato (eppur ci sono), che proprio non ci sto&#8230;no, non ci sto!</p>
<p>E la voglia di riprendersi l&#8217;angolo di web perso: e il blog&#8230;e flicchèrr&#8230;</p>
<p>E ci arrivo.<br />
Ti rendi conto che stai un po&#8217; fulminato e ti torna la voglia di essere quel Gio che tante ne ha combinate e raccontate.<br />
Perché ho tanto da raccontarvi, mado&#8217; quanto&#8230;quel Gio che la margheritina leggeva tutto d&#8217;un fiato mentre lui guidava per Trento partendo da Roma alle 20.40 (sic!).</p>
<p>Insomma si blocca per l&#8217;ennesima volta il server su cui sto lavorando.<br />
&#8220;&#8230;tra una decina di minuti tornerà attivo&#8221;.<br />
E torno al mio microblog appena aperto&#8230;</p>
<p>&#8230;TA-DAAAA&#8230;.HO APERTO UN MICROBLOG!!! <a href="http://chemicrovita.tumblr.com" target="_blank">&#8230;che microvita!</a>(come avrebbe potuto chiamarsi?).</p>
<p>Figo, simpatico.<br />
Perché?<br />
Per scriverci pensieri volanti, ripostare immagini velocemente, scrivere come sto&#8230;insomma, creare una specie di Librofaccia ripulito, funzionante e con il senso del blogging.<br />
Fatto sta che m&#8217;ha datto un pretesto per scrivere di nuovo qui.</p>
<p>E come vedete non ho perso il vizio di scrivere a braccio.</p>
<p>Voglio ricominciare a raccontarvi, farvi vedere, tediarvi, stimolarvi, farmi amare/odiare (basta che non sia indifferentare) da ognuno di voi.</p>
<p>Che vita ragazze/i, che vita&#8230;</p>
<p>Hasta la noticia!<br />
Giorgheritofolle</p>
<p>P.S.: stamattina multa sventata dopo ramanzina di vigilessa intenerita (spero) dai miei occhioni stile gatto degli stivali di shreck. Se poi mi arriva la multa&#8230;c@##$$%$%£&amp;!!!!</p>
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		<title>Take it easy</title>
		<link>http://www.chevita.it/index.php/2009/01/20/take-it-easy/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 08:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ho imparato...]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensierini sciolti di un nevrotico che da &#8220;vittima&#8221; rischia di trasformarsi in carnefice (ovvero la storia di un po&#8217; tutti noi).
~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°
Sono incazzatissimo&#8230;possibile che non capiscano? Sono fatto così.
SONO IO. Con pregi (pochi ma buoni) e difetti (tanti e cattivi).
Riprendo il controllo di me.
Cacchio è più difficile di quanto pensassi&#8230;ma è così.
E poi lei mi ama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensierini sciolti di un nevrotico che da &#8220;vittima&#8221; rischia di trasformarsi in carnefice (ovvero la storia di un po&#8217; tutti noi).</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>Sono incazzatissimo&#8230;possibile che non capiscano? Sono fatto così.<br />
SONO IO. Con pregi (pochi ma buoni) e difetti (tanti e cattivi).<br />
Riprendo il controllo di me.<br />
Cacchio è più difficile di quanto pensassi&#8230;ma è così.<br />
E poi lei mi ama così come sono.<br />
A dispetto dei miei difetti, delle mie nevrosi, delle mie debolezze, delle mie pippe mentali&#8230;DEVO SMETTERLA DI AVERE SMANIE DI PERFEZIONE E ONNIPOTENZA!</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>Da qualche giorno decido di non prendere l&#8217;autobus dalla metro al lavoro: mi sono reso conto che ci metto meno tempo a piedi (15 minuti), ci guadagno in salute, scende la mia pancia (che pure è &#8220;da passeggio&#8221; e piace tanto alla mia donna) e il giorno è più bello.<br />
Ieri ne approfitto per telefonare a Gilberto.<br />
Attraverso sulle strisce.<br />
Un &#8220;gentil guidatore&#8221; inchioda per farmi passare, con uno sguardo che mi ha fatto immaginare dolci parole.<br />
Un altro, ancor più gentile, lo sorpassa A DESTRA e inchioda più del primo, quasi mi investe.<br />
Racconto la cosa a Gilberto in tempo reale.<br />
Ah&#8230;quando ho iniziato ad attraversare, ovviamente la strada era sgombra, e i suddetti guidatori erano lontani, molto lontani.</p>
<p>Ah, dimenticavo, si tratta della Tiburtina.</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>Alla stazione Tiburtina c&#8217;è una donna senza tetto.<br />
Alle volte la trovo a dormire, altre volte seduta, sguardo perso, nella sua enorme stazza, a fumare una sigaretta, il volto sporco e scuro, e la morte negli occhi.<br />
Stamattina un conte, figlio di contessa, quindi, ben vestito, insomma, un bravo ragazzo qualunque con cappottino e sciarpa annodata a modo&#8230;carino&#8230;le passa vicino e urla &#8220;SVEGLIA!&#8221;.<br />
Poi, da vero uomo, si guarda intorno con sorriso intelligente e compiaciuto, e affretta il passo per disperdersi nella folla.</p>
<p>Quante carezze gli avrei dato&#8230;</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>Stamattina vedo una due donne e un bambino.<br />
Vestite normali.<br />
Nessun segno particolare.<br />
Gente comune, il bimbetto era una pagnottina in un piumino rosso col cappuccio.<br />
E zompetta, mentre entrano tutti insieme in un grosso cancello dove c&#8217;è scritto &#8220;Ingresso colloqui familiari&#8221;.</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>Ho lo stomaco gonfio.</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>Io e la margheritafolle stiamo per sposarci.</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>E stiamo per comprare una macchina, e sarà bellissima e SCELTA DA NOI.</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>Stanotte ho dormito 4 ore e mezza circa.<br />
E male.<br />
Ma ho portato avanti un lavoro.<br />
E ne ho concluso un altro che dovevo fare gratuitamente, ma non ho saputo gestire.<br />
Uhm&#8230;a soldi funziono&#8230;a gratisse non sempre&#8230;L&#8217;importante è che poi sono andato a dormire tra le braccia della mia principessa, che mi ama.</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>La mia margherita è sempre presente nei miei pensieri, anche nei pensierini sparsi.<br />
Margheritina, ti amo da impazzire!</p>
<p>~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°~°</p>
<p>Infine, stamattina al lavoro trovo questo video su repubblica, poi recuperato su youtube e subito postato.<br />
Mi ha fatto venire in mente che non siamo un cazzo.<br />
Siamo una puzzetta nell&#8217;universo.<br />
Ma è bellissimo così, sapere che non sei niente, che tutto esiste, sempre è esistito e sempre esisterà, e puoi prendere parte a tutto questo, perché sei un pezzetto d&#8217;eternità.<br />
Tutto esiste, a prescindere dalle cazzate, piccole e grandi.<br />
E in questo tutto che esiste&#8230;noi.</p>
<p>Buona visione, buona vita&#8230;e sfanculate il resto.<br />
Gio.</p>
<p><code><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R87mFSVws-U&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/R87mFSVws-U&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></code></p>
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